“Ho trovato un’amministrazione scarsamente preparata sul piano professionale. Non so di chi sia la responsabilità. Ci sono eccellenti funzionari, eccellenti dirigenti, ma purtroppo la media non è all’altezza di quello che Roma Capitale merita”.
Analisi choc dell’assessore alla legalità, il magistrato Alfonso Sabella che al Campidoglio è salito dopo lo scandalo di Mafia Capitale e dopo i primi due mesi è tempo di bilanci, impietosi. L’occasione è il suo intervenuto durante il consiglio straordinario del X Municipio su ‘Problematiche riguardanti le spiagge del Litorale’. “Sarà perché non sono stati fatti corsi di formazione o perché qualcuno è stato assunto con modalità poco trasparenti e poco consone. Mi dispiace ma la realtà non è delle migliori. Questo non significa che vediamo tutto nero: dobbiamo ripartire e gli strumenti ci sono”.
“Nel mio caso assessorato o assessore coincidono visto che sono da solo e Roma è troppo grande per una persona sola. Spero che la situazione cambi perché con tutti i compiti gravosi e le richieste che mi arrivano dai cittadini, rispondo anche la notte alle mail, la giornata dura 24 ore anche per me”.
“Ad Ostia mi sembra che le regole sono state violate troppo a lungo. Sono situazioni che risalgono a decenni fa e che si sono incancrenite e cristallizzate. In una logica di questo tipo non possiamo partire con una sanatoria: c’è bisogno di un cambio di rotta per ritrovare la legalità”.
Le concessioni di Ostia sono state date senza un controllo di legalità, un controllo che non viene fatto da moltissimo tempo. Occorre però mettere ordine a questa situazione di sostanziale non perfetta conformità alle regole che oggi è in atto. Qualche tempo fa volevo comprare una casa ad Ostia perché mi piaceva l’idea di vivere vicino al mare, ma ho rinunciato perché mi sono reso conto che ad Ostia il mare non si vede. Credo che l’amministrazione municipale e quella capitolina possano fare qualcosa in più”.
“Il problema delle regole – ha proseguito Sabella – non riguarda solo Ostia. Quello che ho visto è che c’è stata una violazione non dico scientifica ma fatta forse per sciatteria e incompetenza che ha fatto in modo che a Roma quello che era la regola è diventata l’eccezione e l’eccezione è diventata la regola. Non possiamo tolleralo. Ripartiamo dal ripristino della legalità. Verifichiamo quello che di illegale o di diversamente legale è stato fatto ad Ostia e ripartiamo. La volontà del Municipio c’è tutta, ma devo riconoscere che il Municipio da solo non basta. Deve essere supportato da strumenti altrimenti finirà per scontrarsi con il muro del tribunale amministrativo, dei ricorsi, delle sospensioni e continueremo a girare intorno ai problemi senza mai risolverli. Non posso promettere miracoli, ma ci stiamo attrezzando per farlo”. In merito a quali strumenti occorrono al X Municipio, Sabella ha risposto: “Occorre fornire un supporto tecnico, amministrativo, economico. Anche un piccolo supporto legale: a quello ci penso io”.
“Io ed il sindaco possiamo anche provarci, ma non ci riusciremo fin quando non si agirà a livello nazionale – ha concluso Sabella – Corrompere ed essere corrotto conviene. A me imprenditore conviene molto di più mettere cinque centimetri d’asfalto in una strada invece dei 20 previsti e dare la mazzetta al direttore dei lavori. Al direttore dei lavori conviene portare a casa la mazzetta anche perche nel caso in cui viene scoperto non rischia neppure il posto di lavoro, al massimo l’interdizione temporanea dai pubblici uffici”.


