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Crack Eur Spa, il Ministero prende tempo. “Servono 133 milioni solo per la Nuvola”

Crack Eur Spa, il Ministero prende tempo. “Servono 133 milioni solo per la Nuvola”
nuvola fuksas 03
Aggiornata al 16 febbraio l’assemblea dei soci che doveva decidere il destino della società sorta per valorizzare i beni architettonici del quartiere i cui conti sono stati prosciugati dalla creatura dell’archistar Fuksas. Il presidente Borghini: “Vendita dei palazzi extrema ratio”
Crack Eur Spa, il Ministero prende tempo. “Servono 133 milioni solo per la Nuvola”
Crack Eur Spa, il Ministero prende tempo. “Servono 133 milioni solo per la Nuvola”

L’Assemblea degli Azionisti di Eur spa è stato rimandato al prossimo 16 febbraio su richiesta del Ministero dell’Economia e delle Finanze che detiene il 90% del capitale della società. “Il Mef ha chiesto 7 giorni di tempo per valutare cosa fare in merito al destino dell’Eur spa” spiega il presidente Pierluigi Borghini. “Il concordato in bianco annunciato da Eur spa a dicembre, e inizialmente previsto per due mesi, è stato prorogato fino al 24 aprile – spiega Borhini – In questo bimestre redigeremo un piano di ristrutturazione per scongiurare il fallimento e prevede in sostanza due opzioni: l’alienazione di beni di proprietà dell’ente o la ricapitalizzazione”.
“La ricapitalizzazione è la soluzione più adeguata per far sì che Eur spa resti il valorizzatore di un grande progetto architettonico come la Nuvola – conclude Borghini – “Ci servono 133 milioni per concludere le opere in corso, essenzialmente la Nuvola, ma anche la risistemazione del Luneur, la conclusione dei lavori del Palazzo della Civiltà italiana, la sistemazione del laghetto con le cascate e il sistema di video-sorveglianza del quartiere. I 133 milioni, comunque, servirebbero sostanzialmente a finanziare la conclusione dei lavori della Nuvola, visto che le altre opere “sono già finanziate”.

L’avveneristico palazzo dei congressi progettato da Fuksas ha prosciugato i conti: “Per la realizzazione della Nuvola abbiamo debiti di 50 milioni nei confronti dell’impresa realizzatrice, Condotte d’Acqua, debiti accumulati nell’ultimo anno. Oltre a questi, ci servono altri 50 milioni per ultimare la realizzazione dell’opera e altri 30 per i parcheggi”.
Il progetto si sarebbe dovuto finanziare con la cessione dell’Hotel “La lama”, sorto proprio al suo fianco ma che proprio per i ritardi realizzativi non ha mai trovato un compratore: “Sull’hotel – spiega Borghini – abbiamo individuato tramite gara più di un soggetto disponibile a gestirlo, si tratta di almeno 3 grandi catene alberghiere. E’ una grossa opportunità. Ci sono trattative in corso su proposte concrete di gestione che ammontano a circa 6 milioni annui”.