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Deputati, conti in tasca. Angelucci il re “fantasma”

Deputati, conti in tasca. Angelucci il re “fantasma”
CASSAFORTE PARLAMENTO/1 – I paperoni della Camera. 5,2 milioni di euro il reddito monstre del re delle cliniche laziali, eletto tra le file degli azzurri in Abruzzo. Peccato che alla Camera dei Deputati non lo abbiano visto quasi mai. In Parlamento dal 2013 siedono nomi molto spesso noti solo all’interno delle mura di Montecitorio, frutto di una la legge elettorale che non permette di indicare preferenze. Affaritaliani.it ha consultato i dati delle dichiarazioni dei redditi dei parlamentari incrociandoli con i report del loro lavoro sui seggi di Montecitorio. Affari pubblica la prima parte dell’inchiesta che riguarda Deputati e Senatori eletti nel lazio

Siedono in Parlamento dal 2013, di alcuni ne avete sentito parlare, altri sono nomi noti solo all’interno delle mura di Montecitorio, frutto di una la legge elettorale che non permette di indicare la preferenza. Affaritaliani.it ha consultato i dati pubblicati sul sito di Camera e Senato incrociando i dati delle dichiarazioni dei redditi rese da deputati e senatori laziali, con i report del loro lavoro sui seggi di Montecitorio. Ecco chi sono, almeno dal punto di vista finanziario, i rappresentanti dei cittadini.

E’ il re delle cliniche laziali Antonio Angelucci il più ricco del Parlamento del dopo Berlusconi. Il deputato eletto tra le file degli azzurri in Abruzzo, ha dichiarato 5,2 milioni di euro, in forte aumento rispetto ai 4,3 dell’anno precedente e più di Berlusconi nel 2012, l’ultimo dato registrato dalle cronache prima di sparire dagli elenchi con la decadenza dal suo seggio al Senato.
Ma ad Angelucci spetta anche un altro primato: a Montecitorio non lo hanno visto mai, o quasi. Secondo i dati della Camera dei Deputati le sue presenze, missioni comprese, si fermano a 78. Uno zero virgola che spicca tra le percentuali degli assenteisti, ma è in compagnia di altri due deputati laziali.
Nell’elenco dei “fantasmi” ci sono infatti anche i due deputati forzisti Marco Martinelli, romano ma eletto in Toscana, che forte di un reddito imponibile da 98mila euro è stato registrato al suo seggio 435 volte, e Rocco Crimi, farmacologo messinese, ex Sottosegretario allo Sport, eletto nella seconda circoscrizione del Lazio e che alla Camera si è fatto vedere solo 621 volte, il 7,5% delle sedute complessive: per lui un 2014 sorridente tra l’acquisto di una barca e di 24 tra case e terreni tra Roma, Velletri, Anzio e Nettuno, frutto di una successione ereditaria, per un totale di 453mila euro dichiarati al Fisco.

Che la ricchezza si trovi in provincia piuttosto che nella grande città lo evidenzia anche la posizione di Pasquale Maietta, vero e proprio big dei deputati laziali, commercialista di Latina divenuto nel 2013 tesoriere alla Camera di Fratelli d’Italia nonché presidente della Latina Calcio. Tra le operazioni dichiarate al fisco nel 2014 l’acquisto di 5 immobili nel comune di Latina e la cessione di quote della Unione Sportiva Latina Calcio, la squadra pontina rivelazione del campionato di serie B 2013-14 quando, neopromossa, sfiorò la serie A perdendo nella finale play-off contro il Cesena.

Tra i paperoni del Parlamento una menzione per il presidente dei deputati di Scelta Civica, l’Onorevole avvocato Andrea Mazziotti di Celso, figlio di Manlio, uno dei più importanti costituzionalisti italiani. Laureato con lode presso la LUISS di Roma nel 2006 fondò con altri due soci lo studio Labruna Mazziotti Segni, che ottiene già nel primo anno di attività il prestigioso premio Chambers come migliore studio dell’anno. Specializzato nel diritto delle società e dei mercati finanziari, nel 2014, insieme ad altri soci dello studio romano, si unisce allo studio milanese Lombardi Molinari, dando vita a Lombardi Molinari Segni. Andrea Mazziotti al fisco dichiara oltre 985mila e trova anche il tempo per votare 6344 volte alla Camera.
Se i più ricchi tra i deputati romani sono quasi tutti espressione dell’area di centrodestra, la prima tra i “democratici” è la viterbese Donatella Ferranti, che con i suoi 168mila euro di reddito dichiarato conferma l’assunto che in “provincia c’è il tesoro”.

Niente più reddito zero per i 5 Stelle, con la truppa pentastellata che si piazza a metà classifica con una media stipendio da 6mila euro. Niente male per i “nuovi” dell’agorà politica. Peccato che la loro partecipazione in aula sia appena sopra la sufficienza: soltato il viterbese Massimiliano Bernini e l’abruzzese Gianluca Vacca sono stati presenti per più dell’80% delle oltre 8mila votazioni svolte alla Camera, mentre il frontman Alessandro Di Battista si è fermato ad appena il 68%.

GLI ASSENTEISTI. All’elenco dei deputati assenteisti meritano una menzione Piero Longo con il 12% delle presenze in aula, Daniela Santanchè 21,91%, Francantonio Genovese 23,17%, Filippo Piccone 26,72%, Alberto Bombassei 30,65, e Lo Monte Carmelo 33,80%. Menzione d’onore per il 100% di presenze registrato dal democratico Giuseppe Guerini sempre presente in aula insieme alla collega di partito Maria Fontana Cinzi.

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