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Eclissi, ecco tutti i miti da sfatare. Il vademecum per il giorno del Sole Nero

Eclissi, ecco tutti i miti da sfatare. Il vademecum per il giorno del Sole Nero
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L’appuntamento alle 9,23 con il bacio della Luna al disco solare proprio nel giorno dell’equinozio di primavera. I membri dell’Unione Astrofili Italiani attivi nell’area dei Castelli Romani, spiegano ad Affaritaliani.it i segreti di un evento storico
Eclissi, ecco tutti i miti da sfatare. Il vademecum per il giorno del Sole Nero
Eclissi, ecco tutti i miti da sfatare. Il vademecum per il giorno del Sole Nero
Eclissi, ecco tutti i miti da sfatare. Il vademecum per il giorno del Sole Nero
Eclissi, ecco tutti i miti da sfatare. Il vademecum per il giorno del Sole Nero

Venerdì 20 marzo, allo scoccare dell’equinozio di primavera, il Sole e la Luna ci offriranno uno spettacolo imperdibile: l’eclisse solare sarà totale per i fortunati che potranno ammirarla dall’Atlantico settentrionale, dalle Isole Faeroer e dalle Isole Svalbard e parziale nel resto d’Europa, Italia compresa.
Grazie all’Associazione Tuscolana di Astronomia, è ora però di sfatare qualche falso mito, balzato agli onori della cronaca più catastrofista. Roma non sprofonderà infatti nel buio più totale. Il Sole sarà coperto per circa il 65% della sua superfice, il restante 35% sarà sufficiente quindi a illuminare la città Eterna.
Durante l’eclisse si creerà quindi una luce irreale, attenuata, come (per rendere l’idea) se avessimo tutti degli occhiali molto chiari. Insomma due ore suggestive, simili a quelle dell’eclisse del 1999, ma certamente non “da fine del mondo”!
Al di là del sensazionalismo infatti, sarà un fenomeno lento e progressivo. A Roma durerà dalle 9:23 (quando il bordo anteriore della Luna toccherà il bordo del Sole) alle 11:42 (quando l’ultima parte della Luna lascerà il bordo del Sole). Il picco massimo di copertura del Sole ci sarà intorno alle 10:31. Per quanto riguarda il Black out energetico millantato da molti, Luca Orrù, presidente dell’Associazione Tuscolana Astrofili, ha voluto fare delle precisazioni:

“Ovviamente i catastrofismi sono del tutto fuori luogo, ma i provvedimenti in sé (sostanzialmente, impedire che per quella giornata ci sia in servizio “troppa” produzione elettrica derivante da FRNP – fonti rinnovabili non programmabili) sono giustificabili per diversi motivi:
a) la produzione FRNP, in particolare fotovoltaica in questo caso, è diventata negli ultimi 4-5 anni una fetta consistente di quella totale (oltre il 20% mettendoci anche l’idrico fluente, su base italia, ma in alcune aree geografiche può arrivare a coprire oltre il 50% del fabbisogno)
b) il sistema elettrico, viceversa, ha bisogno per funzionare in sicurezza e compensare le enormi variazioni giornaliere di richiesta di carico (raddoppiano, dalla notte al giorno, tutti i giorni, un po’ meno sabato e domenica…) di riserva di produzione programmabile e gestibile, che non possono fornire se non in misura molto ridotte le produzioni FRNP
c) non c’è alcuna esperienza, vista l’evoluzione recente, di quale impatto possa dare al sistema una riduzione generalizzata su un ampio territorio e concentrata nell’ambito di poche ore, dell’illuminazione solare e quindi della conseguente percentuale di produzione da fotovoltaico. Niente di paragonabile alla copertura nuvolosa, che di solito è a macchia di leopardo su un vasto territorio.
d) non si sta parlando del “buio” della totalità, che dura pochi minuti e tra l’altro non interessa in questo caso territori “densamente abitati”, ma della riduzione percentuale diffusa dell’illuminazione solare che riguarderà tutta Europa con percentuali dal 50% all’80%, ed in particolare Germania e Italia, dove è concentrata la produzione fotovoltaica

Il provvedimento adottato, quindi, che va nella direzione di un “principio di prudenza”, prevede la provvisoria limitazione di una quota di produzione fotovoltaica a programma per avere a disposizione quel margine di sicurezza di riserva controllabile, utile a controbilanciare l’effetto di squilibrio derivante dalla POTENZIALE (vedremo poi se sarà effettivamente così) improvvisa e generalizzata riduzione di produzione fotovoltaica, soprattutto quella diffusa delle decine di migliaia di piccoli impianti, assolutamente invisibili e incontrollabili puntualmente dal gestore nazionale della rete elettrica.”