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Effetto Renzi al Comune. Esodo dal sindacato

Effetto Renzi al Comune. Esodo dal sindacato
comunali roma 06
INSIDE. La vertenza tra l’Amministrazione e i 24 mila dipendenti comunali sta riducendo drammaticamente il numero dei tesserati. Tra Cgil, Cisl, Uil e Ugl il totale dei dipendenti che hanno stracciato la tessera o non l’hanno rinnovata per protesta supera le 2000 unità. Chi ci guadagna è l’Ospol sta facendo “il pieno”. La perdita secca per i bilanci delle organizzazioni è di circa 2 milioni di euro. LA GALLERY
Effetto Renzi al Comune. Esodo dal sindacato
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Effetto Renzi al Comune. Esodo dal sindacato

di Fabio Carosi

Più che una disaffezione al sindacato, al Comune di Roma si può parlare di esodo biblico. Addio Cgil, Cisl e Uil. La vertenza tra il Comune di Roma e gli oltre 24 mila dipendenti sta uccidendo il sindacato che, secondo quanto risulta ad affaritaliani.it, negli ultimi mesi avrebbe perso più di 10 mila iscritti.
I numeri li fornisce una fonte interna al Comune di Roma che ha accesso diretto ai file nei quali vengono registrate le trattenute e così si scopre che nell’ultimi tre mesi dell’anno la Cgil è stato il sindacato che ha perso il maggior numero di iscritti, circa 1400 su 3000, mentre la “potente” Cisl ha visto ridurre i suoi iscritti di novecento unità su una base di circa 5 mila.
Tessere strappate o non rinnovate anche per la Uil: in ben 300 tra amministrativi e vigili urbani hanno deciso di non usufruire più dei servizi offerti dal sindacato. Infine, l’Ugl che non supera le 200 unità al lordo delle tessere non rinnovate. L’unica organizzazione che sinora ha guadagnato iscritti è stata l’Ospol per i vigili urbani che si presenta al controllo delle trattenute sindacali con oltre mille tessere in più. E ogni giorno in cui inasprisce la vertenza guadagna qualcosa in termini di rappresentanza percentuale.
Due gli aspetti della vicenda che segna una nuova stagione delle relazioni: la fuga dal “sindacalismo spinto” sarebbe provocata da una parte dalla necessità di risparmiare sulle trattenute e, in combinato disposto, dallo scontento per la mancanza di vie d’uscita “convenienti” alle vertenze in corso. Secondo gli amministrativi, la partita col Comune per il salario accessorio sarebbe legata a quella dei vigili urbani che si è arricchita a Capodanno e che culminerà con la manifestazione del prossimo 12 febbraio: i vigili, viceversa sarebbero in fuga dal sindacato dopo aver visto l’esito “penalizzante” delle trattative con gli amministrativi.
In questo scambio di accuse, non solo il sindacato rischia di scomparire da un punto di vista numerico, ma potrebbe avere anche grossi problemi di cassa. Ogni mese, infatti, a seconda della sigla, dagli stipendi viene trattenuta una “quota sindacale” che oscilla mediamente sui 16 euro (a seconda della sigla) e che tradotta in soldoni pesa sui bilanci delle organizzazioni per oltre due milioni e mezzo di euro l’anno. E l’approvazione definitiva del job act e delle nuove regole promesse dal premier dopo il caos vigili di Capodanno potrebbe dare il colpo mortale.
Come sempre affaritaliani.it è disponibile alla replica delle organizzazioni sindacali, qualora vogliano fornire dati ufficiali e certificati sul numero degli iscritti.