Elezioni 2018, Nicola Zingaretti pronto alla sfida alle urne del 4 marzo è sicuro nella vittoria del centrosinistra in Regione Lazio: “Confido che otterremo una bella maggioranza. A livello nazionale, invece, credo che avremo un governo parlamentare”.
Un governo che troverà quindi la sua maggioranza all’interno del confronto in aula. Il presidente uscente in quota Pd, infatti, è critico nei confronti del centrosinistra che sembra stia perdendo il collante che ha tenuto fin’ora insieme le correnti. “Il problema non è tanto o solo il Pd, serve una rigenerazione di tutte del forze del centrosinistra. Se vinco darò una mano a una riunificazione di un campo di forze che secondo me è troppo diviso. Per me, al momento, questo è un problema”, ha dichiarato a Radio Centro Suono Sport.
Anche se non dovesse vincere la sfida con gli avversari in corsa per la poltrona alla Pisana, Zingaretti ha chiarito che rimarrà in Regione per aiutare e risolvere i problemi dei cittadini e a proseguire il lavoro fatto negli ultimi anni.
Parlare del concorrente di centrodestra, però, sembra irritarlo. Stefano Parisi, Energie per l’Italia, lo ha sfidato pubblicamente ai microfoni di Radio Centro Suono Sport, invitandolo a un confronto diretto. Tutti “trucchetti”, secondo Zingaretti di “chi sa di star perdendo le elezioni”. “È da un mese che Parisi dice che vuole confrontarsi con me. Il confronto ci sarà e sarà alla Rai, come già c’è stato con la Lombardi e Pirozzi. Sono 2 mesi che sono in campagna elettorale e non ho detto una parola contro gli avversari. Ho sempre parlato delle mie idee e delle mie proposte, mentre ci sono degli avversari che non dicono una parola sulle loro proposte e perdono tempo a parlare male degli altri. Sono chiacchiere, queste dei mancati confronti, che servono solo ad allontanare le persone dalla politica”, ha spiegato al presentatore Patrizio J. Macci.
E Zingaretti ci tiene a mantenere salda la fiducia degli elettori. Oltre a loro, chi gli ha già garantito di scendere in campo con il Presidente uscente sono i 204 sindaci del Lazio (su 378 totali) che a 3 giorni dall’annuncio della sua candidatura si sono schierati con lui: “Sta scattando un bello spirito di comunità che va oltre il colore politico. Ci sono tanti sindaci che hanno maggioranze di centrodestra o civiche o 5 Stelle che hanno capito che c’è sì una partita politica, ma anche e sopattutto una partita che riguarda le nostre famiglie. Questo moto di comunità è un bellissimo segnale: prima salviamo questa baracca che è la Regione, meglio è”, spiega ai microfoni di Radio Centro Suono Sport.
Zingaretti parla dei problemi concreti che ancora sono da affrontare e propone soluzioni. Nell’ambito della Sanità spiega che il percorso fatto negli ultimi 5 anni sarà propedeutico alla rinascita: “Da 10 anni nel Lazio, per colpa di chi ha saccheggiato rubando nella Sanità, siamo stati commissariati e si sono chiuse le assunzioni, con un abbassamento del turnover al 10%. Ora questa situazione l’abbiamo risolta: oggi i conti sono in ordine. Basti pensare che nel 2013 in tutto il Lazio furono assunte solo 63 persone, mentre in questo biennio ne stiamo assumendo 3.500”, precisa il Presidente.
Zingaretti non nega che ancora ci siano fortissimi disagi per i cittadini che sono costretti a recarsi al pronto soccorso: “Bisogna creare alternative, in modo che i codici bianchi e i codici verdi non affollino le sale dei pronto soccorsi. E già abbiamo iniziato a farlo con la creazione delle Case della Salute che nel 2017 hanno ricevuto 2 milioni 300 mila pazienti”.
I posti letto nel Lazio, come spiega Zingaretti, sono circa 8.200, ma i pronto soccorsi diventano costantemente imbuti da cui la gente non riesce a uscire se prima non si liberano i reparti.
Invitato dal presentatore di Mettiamoci una Croce, Patrizio J. Macci, a elencare ciò che non funziona nell’amministrazione Raggi, Zingaretti sceglie invece di esporre quello che secondo lui il sindaco di Roma potrebbe fare per migliorare la cooperazione con la Regione: “Dovrebbe subito collaborare per riaprire il Forlanini come servizio pubblico: siamo pronti, lei lo sa, sarebbe bello che lo facessimo il prima possibile. Potrebbe poi aiutare la Città Metropolitana a mandarci le carte per andare avanti sul piano rifiuti. E terzo, si dovrebbe fidare un po’ di più del Presidente della Regione che non è l’oppositore in Campidoglio, ma è un’altra istituzione che vuole collaborare con lei. Perché io sono nato a Roma in una periferia e non mi interessa chi governa al Campidoglio, mi interessa lavorare col Campidoglio per risolvere i problemi”, conclude Zingaretti.
Su due dei temi sui quali si sono confrontati tutti i candidati invitati ai microfoni di Centro Suono Sport, immigrazione e sicurezza, Zingaretti ha le idee ben chiare. Secondo il Presidente uscente non c’è un problema sicurezza, ma “un’insicurezza determinata da una debolezza economica, sociale e delle prospettive di vita. C’è più diffidenza e paura nei confronti dell’altro. Io questo lo capisco, ma non sopporto i politici che sulle paure ci campano. Noi dobbiamo risolvere i problemi che creano le paure non cavalcarle”.
Nonostante la gestione dell’immigrazione non sia di competenza regionale, Zingaretti chiarisce che la soluzione dovrebbe essere cercata nell’integrazione, che è la chiave per trasformare quello che potrebbe essere letto come un problema in una risorsa anche economica per il territorio.
Riguardo all’annosa croce della Roma-Lido, invece, sottolinea come le responsabilità siano da ricercarsi nell’Atac, che è riuscita a far chiudere i cantieri finanziati dalla regione Lazio: “Proprio per evitare che rimanga una ferrovia dell’orrore, noi abbiamo annunciato 3 giorni fa che ci carichiamo l’onere, anche se non dipenderebbe da noi, di fare le gare per comprare i nuovi treni su Roma-Lido e Roma-Viterbo. Per fare una gara ci vogliono 5-6 mesi e quando abbiamo comprato e messo sulle linee ferroviarie del Lazio i nuovi treni, siamo stati fortunati perché i convogli erano già in produzione. Quindi per quanto riguarda le tempistiche dipende da chi vince la gara, ma ci vorrà almeno un anno e mezzoper avere i nuovi treni”.


