Alle elezioni 2018 la vera sorpresa è la Democrazia Cristiana che dopo 75 anni dalla sua fondazione torna alla carica e guadagna 8 mila voti.
Lo storico partito si è presentato con un candidato alle Regionali del Lazio che è homo novus, pur avendo assistito alle ultime fasi della Dc, prima del suo disgregamento che ha portato gli esponenti ad accorparsi ad altri partiti.
E mentre il Pd entra in una delle fasi peggiori della sua storia politica, Giovanni Azzaro accumula 8 mila preferenze. Un fatto storico, i cui sviluppi sono ancora da valutare.
In queste elezioni, anche Forza Italia ha perso voti, calando di 200mila preferenze rispetto alle regionali del 2013; e così la lista di “Noi con l’Italia” che è stata ridimensionata dallo spoglio delle schede.
“In un quadro di forte radicalizzazione degli schieramenti politici – ha dichiarato Giovanni Azzaro – si apre uno spazio concreto al centro dello schieramento politico italiano e del Lazio. Appare chiaramente all’orizzonte la possibilità concreta che riprenda fiato l’antica proposta politica dei cattolici democratici e popolari che che fu di De Gasperi, Moro, Fanfani ed Andreotti e riprenda vigore sospinta dal un forte rilancio della Dottrina Sociale della Chiesa operata ormai da anni da Papa Bergoglio. C’é da credere che si tratti di un vero e proprio nuovo inizio”.
