Poster raffiguranti Massimo Carminati sono apparsi sui muri dei quartieri della Roma Bene. A rivendicare il gesto, in una lettera inviata a Dagospia, il writer WATT, che spiega il perchè del gesto: “Un lavoro che sto portando avanti da un paio di settimane. Sto andando nei quartieri bene di Roma ad attaccare l’immagine di Massimo Carminati – scrive il misterioso imbrattatore romano – Ci tengo a precisare che non è un lavoro politico nè un modo per enfatizzare questo personaggio. Vorrei solo far riflettere questa città assopita ma soprattutto che se ne frega”.
| Tra il maggio del 1994 e il novembre del 2000, nel periodo in cui Francesco Rutelli era sindaco di Roma, la cooperativa 29 giugno di Salvatore Buzzi si è aggiudicata 11 appalti -assegnati da Roma Capitale e Ater- per un totale di oltre 500mila euro. E’ quanto emerge da una informativa del Ros allegata agli atti dell’inchiesta Mafia Capitale. Altri 65 appalti sono stati aggiudicati dalla 29 giugno durante la giunta Veltroni, dal 2003 e il 2008. Quasi un centinaio di appalti sarebbero andati alla cooperativa di Buzzi sotto la giunta Alemanno. |
Quella del “cecato” è diventata un’effige riconoscibile per tutti ed è stata segnalata a Piazza Euclide, Corso Francia, e ovviamente Ponte Milvio, dove la banda di Mafia Capitale era solita incontrarsi nei locali della Roma Bene. Frattanto negli interrogatori in tribunale era il turno di Salvatore Buzzi, chiamato a difendersi davanti ai giudici del Riesame.
“Ho incontrato Massimo Carminati per la prima volta nel 2012. Non abbiamo commesso alcun illecito”. Così, a quanto si è appreso si è difeso il presidente della Cooperativa 29 giugno, la cooperativa al centro dell’inchiesta: “Qui non è questione di mondo di sotto – ha affermato Buzzi – ma di destra e di sinistra”.
In una memoria, l’avvocato Alessandro Diddi, difensore di Buzzi, scrive: “Buzzi è un imprenditore che ha saputo creare una struttura di cooperative di lavoro attraverso le quali non solo ha dato lavoro e speranza a tanti detenuti, ex detenuti e a persone disagiate, ma ha creato tante occasioni di lavoro che non possono essere considerate espressione di metodo mafioso o di attività
