“Roma citta’ aperta sicura inclusiva…costruiamola insieme”. Una fiaccolata ai piedi del Campidoglio per “condannare con fermezza ogni tipo di violenza; praticare la via del dialogo; fare proposte per superare l’emergenza e per governare in termini pianificati gli interventi per il prossimo periodo, da incentrarsi sul tema dello sviluppo, crescita, integrazione socio‐culturale; avviare concretamente un processo di recupero e riqualificazione delle periferie romane, così da riaffermare il valore di una Capitale accogliente e includente”. Questo l’obiettivo dell’iniziativa sotto Palazzo Senatorio a cui hanno partecipato istituzioni, consiglieri regionali e capitolini, assessori capitolini, associazioni, comunità per focalizzare l’attenzione sulla centralità dei temi della coesione, dell’integrazione e dell’inclusione sociale. A prenderne parte: Cgil, Cisl, Uil, Acli, Arci, Centro Astalli, Cnca, Comunità Sant’Egidio, Forum Terzo Settore, Libera, Fondazione internazionale Don Luigi di Liegro, Social Pride.
“Non abbiamo piu’ voglia di vedere in questa citta’ gruppi xenofobi. Dell’episodio che ha visto dei bambini che un giorno non sono stati fatti entrare a scuola non se ne parla quasi piu’ perche’ e’ ormai e’ passato. Vorremmo che la polizia arrestasse i genitori invece dei bambini che vanno a delinquere a differenza di alcuni che i bambini a scuola ce li mandano e con grandi sacrifici. Il messaggio che deve partire da questa piazza e’ non solo accendere la speranza e scaldare i cuori ma portare proposte – ha detto il presidente della Comunita’ ebraica di Roma, Riccardo Pacifici – Prima dei fatti di Tor Sapienza qualcuno sapeva di un centro di accoglienza li’? Quanti dei romani lo sapevano? Quanti non sanno nulla di quello che si fa in quei centri? All’assessore Cutini chiedo di rendere pubbliche le mappe su dove sono i centri di accoglienza e lavorare per smistare le persone quando ce ne sono troppe. E soprattutto dobbiamo ribadire che non abbiamo paura, non ci facciamo intimidire”. Per l’assessore alle Politiche sociali, Rita Cutini, “e’ la citta’ che vuole bene a Roma. E’ il mondo sul quale possiamo e dobbiamo contare per costruire una citta’ accogliente, sicura e aperta. Una citta’ che non ha paura di queste parole e sta cercando la strada per costruire una percorso migliore. Oggi il tema era Tor Sapienza e su come ragire di fronte a un’idea di accoglienza messa in discussione. Il problema non sono gli immigrati ma costruire insieme una rete di inclusione e di una periferia da cui ripartire”. “La periferia deve essere vissuta come un’opportunita’. E’ importante il centro di Roma, i Fori Imperiali, ma sono ugualmente importanti le periferie altrimenti non avremo una Roma ‘Capitale’. Ma su queste periferie – ha detto il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio. Claudio Di Berardino – dobbiamo metterci le mani, ovvero pensare alle infrastrutture, completare le fognature, realizzare le infrastrutture sociali, ragionare sui servizi e allora il tpl non puo’ essere tagliato alle periferie. Pensare alla raccolta dei rifiuti aumentando lo standard di intervento, ma anche recupero, riqualificazione, riuso. Pensare alla vigilanza e al controllo del territorio. Bisogna ridefinire il senso di cittadinanza in senso inclusivo”.
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L’iniziativa sotto Palazzo Senatorio a cui hanno partecipato istituzioni, consiglieri regionali e capitolini, assessori capitolini, associazioni, comunità per focalizzare l’attenzione sulla centralità dei temi della coesione, dell’integrazione e dell’inclusione sociale
