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Fiumicino contro Anzio e Civitavecchia. Sul litorale esplode la guerra dei porti

Il Consiglio comunale approva un ordine del giorno con cui minaccia di uscire dall’Autorità Portuale se non partiranno i progetti per il porto canale e i collegamenti con la Sardegna e le isole Pontine. Replica il presidente Monti: “Il problema dei fondi è a Bruxelles, l’Italia ha una procedura d’infrazione”

 Il polmone di posti di lavoro che una volta era l’aeroporto di Fiumicino non basta più. Soprattutto se poi il progetto di ampliamento del Leonardo Da Vinci avrà come effetto principale sul territorio quello di consumare suolo e aumentare le servitù. Così Fiumicino, come na gigante per estensione ma schiacciato dalle grandezze romane e in crisi vocazionale ed economica, si affida al vecchio porto. E come primo atto dichiara guerra all”Autorità portuale di Civitavecchia, “colpevole” di non aver garantito le opere necessarie allo sviluppo.
La guerra ha un sapore prettamente politico e testimonia lo stato di grande tensione dell’amministrazione comunale alle prese con la crisi economica e con la necessità di riprogettare il futuro del territorio. E visto che Fiumicino nell’immaginario collettivo significa aeroporto, mare, pesca e ristoranti, guarda proprio al porto per ritrovare competitività e lavoro. Ma la pesca non basta e allora c’è bisogno di flusso turistico, un po’ come avveniva negli anni d’oro quando Fiumicino era l’hub più comodo per la Sardegna e si contendeva con Civitavecchia i traghetti veloci.
E sul porto canale è patita l’offensiva. Con un ordine del giorno il Consiglio Comunale di Fiumicino minaccia di uscire dall’Autorità portuale di Civitavecchia (che ha competenza per legge sino a Gaeta), accusando di lentezza l’ente che non avrebbe realizzato una darsena per i pescherecci, un nuovo ponte pedonali e la messa in sicurezza degli ultimi 150 metri dello stesso porto.
La replica immediata arriva dal presidente dell’Autority Pasqualino Monti: “Per Fiumicino è stata ultimata la progettazione del primo stralcio nuovo porto commerciale, un‘opera da quasi 200 milioni di euro, per la quale abbiamo anche richiesto, ed ottenuto un finanziamento dalla BEI. Peccato però che ci sia, non certo da parte dell’Autorità Portuale, una infrazione all’Italia per la direttiva Habitat e che per perfezionare il finanziamento e cantierare l’opera si debba attendere che il Ministero dell’Ambiente risolva il problema a Bruxelles”.
La verità sulla tenzone arriva dalle ultime frasi dell’ordine del giorno dove si sottolinea la mancanza di un progetto di ripristino per i collegamento con la Sardegna e le isole Pontine”. Ecco il nodo: senza una via del mare, Fiumicino è un paese condannato all’agonia. E che fa il Comune? Non vede altra soluzione che cercare di rubare rotte ad Anzio e Civitavecchia.