di Diana Maltagliati
Un record ce l’ha: a 21 anni è stato nominato assessore alle Politiche del Territorio del Comune di Fiumicino.
Nome in codice: Ezio Di Genesio Pagliuca. Professione, studente universitario con tanto di profilo Linkedin, passato agli onori delle cronache per la sua apparizione mattutina in pigiama da Mc Donalds in cambio di una colazione “aggratisse” ma anche e soprattutto “pibe de oro” della giunta guidata da Esterino Montino.
Superato lo scoglio della giovane età e con un curriculum di tutto rispetto per chi vuole amministrare un Comune, racconta: “Non avevo mai fatto esperienza amministrativa, ma sono stato da sempre un militante del Pd e dalla nascita ho sentito un profondo legame con questo territorio visto che la mia famiglia è di Fiumicino da sempre”. Di Genesio Pagliuca accetta la sfida di affaritaliani.it: parlare meno di politica e più di amministrazione del territorio.
Allora Pagliuca, partiamo dall’aeroporto Leonardo Da Vinci. Lei che è responsabile della programmazione urbanistica del territorio, questo benedetto aeroporto, lo vorrebbe ampliare o no?
“Sinceramente no, abbiamo una posizione abbastanza netta a riguardo. Una cosa che va sicuramente risolta è quella del precariato del lavoro all’interno dell’aeroporto. Sono cresciuto con parenti, amici e genitori di amici che ci lavoravano. L’aeroporto è sempre stato la gallina dalle uova d’oro di questo territorio, una fabbrica di lavoro e il più grande polo industriale del Lazio. Purtroppo negli ultimi anni si è trasformato in una fabbrica di precarietà: oggi giorno c’è un licenziamento, ogni giorno c’è una vertenza. Tante volte viene promosso l’ampliamento dell’aeroporto legandolo all’aumento dai posti di lavoro, ma se già da oggi si pensasse ai lavoratori che ci sono, non avremmo tutta una una serie di problemi che invece esistono. Il paradosso è che il comune che non ha alcuna delega e competenza come nell’ambito della sanità, invece si ritrova a essere il back office dei cittadini e dei lavoratori. E in questi anni il comune è sempre stato disponibile e si è impegnato in un ruolo di mediazione, ma poi le decisioni spettano ad altri”.
Domanda facile: a giugno finiscono i 5 anni del suo mandato: quali sono gli obiettivi raggiunti dal suo assessorato che la rendono più orgogliosa?
“La cosa principale è aver approvato 17 nuovi piani urbanistici: si tratta di un obiettivo importante perché una volta approvato il piano regolatore del 2006, le sue attuazioni hanno avuto tempi molto lunghi. La cosa importante è che abbiamo invertito una tendenza che non era solo di Fiumicino, ma nazionale, ossia quella di promuovere un’edilizia di tipo intensivo-residenziale, noi abbiamo valorizzato la parte dei servizi. Col tempo si vedranno gli effetti di ciò che abbiamo fatto, ma la sfida di una buona pianificazione è quella di non pensare solo al domani, ma al futuro. Un altro obiettivo raggiunto a cui tengo molto, poi, è l’approvazione del piano di gestione della riserva statale che arriverà nelle prossime settimane dopo un’attesa di 22 anni. Si tratta di una delle riserve più importanti d’Italia e ora siamo arrivati a conclusione dell’iter, possiamo davvero valorizzarla”.
Domanda meno facile: in questi anni quali sono stati i meriti di Montino?
“Abbiamo cercato soprattutto di dar risposte ai cittadini nonostante la scarsità di risorse disponibili. All’inizio del mandato, abbiamo dovuto riconoscere circa 50 milioni di euro di debiti pregressi che abbiamo dovuto pareggiare. Quindi abbiamo fatto subito in modo di aver accesso a fondi extra rispetto a quelli comunali – quindi parlo di risorse regionali, provinciali, della Città Metropolitana e nazionali – per dar risposte ai problemi e alle esigenze del territorio. Grazie a un contributo della Città Metropolitana, per esempio, abbiamo potuto estendere al 100% del territorio la differenziata. Sicuramente questo ha portato a un miglioramento della vita dei residenti e alla pulizia del territorio, nonostante ci sia ancora il nodo dei rifiuti abbandonati per strada, che è la nostra sfida attuale. Ad oggi in discarica va solo il 20% dei rifiuti, perché abbiamo raggiunto l’80% di differenziata”.
Tuffiamoci insieme nel meraviglioso mondo dei sogni: cosa manca a Fiumicino ancora e cosa si potrebbe fare?
“Dal punto di vista “immateriale”, il mio sogno è che ci si senta tutti parte di una stessa comunità. Io mi sento cittadino di Fiumicino, da Tragliatella a Isola Sacra ed è una cosa che con le iniziative fatte in questi 5 anni abbiamo cercato di stimolare. Dal punto di vista più concreto, invece, abbiamo due grandi obiettivi che sono il progetto dell’auditorium, dato che abbiamo vinto un bando de l governo da 6 milioni di euro per la trasformazione l’ex centrale dell’Enel; e il riuscire a portare nel territorio un ospedale, anche se questo non è competenza comunale. Una città da 80mila abitanti, infatti, avrebbe bisogno di una struttura sanitaria”.
Facciamo un passo indietro. Ce la fa a raccontare come è diventato assessore a 21 anni?
“Per me questa è sempre stata una passione fin da quando ero più giovane. Penso che occuparsi degli altri sia la cosa più bella del mondo e io lo sono riuscito a fare con la politica. Ho iniziato la mia esperienza politica con la nascita del Pd e quando nel 2012 il Pd si è riunito intorno alla candidatura di Esterino Montino, ho iniziato a collaborare con lui e poi ho coordinato la sua campagna elettorale. È stata un’esperienza entusiasmante, stremante, ma soprattutto formativa, che per 6-7 mesi mi ha impegnato notte e giorno”.
Ci sono state circostanze in cui non è stato preso sul serio?
“Sicuramente all’inizio, ma è stato più un ostacolo per gli altri che non per me. Nel primo periodo era qualcosa che metteva a disagio alcuni interlocutori e che mi faceva apparire poco credibile. La soddisfazione è che negli anni si sono potuti ricredere. Quando si amministra e si fa politica non è una questione d’età, ma di passione: l’energia e la voglia dei giovani unita all’esperienza di chi la politica la fa da più tempo sono il mix vincente, secondo me. Se devo fare un bilancio dopo 5 anni mi viene da dire che è meglio essere partiti con tanti giudizi negativi smentiti con il lavoro fatto, che partire con aspettative altissime e deluderle”.
Si dice che lei sia il numero due del Comune di Fiumicino, secondo solo al sindaco Montino, è vero?
“No, no… Sono cose che vengono dette, ma non è così. C’è il presidente del consiglio comunale, c’è il vicesindaco… certamente le deleghe che mi sono state affidate sono quelle da sempre ritenute centrali per un comune, però sono molto rispettoso delle gerarchie”.
Eppure ci sono voci secondo le quali 5 anni fa, quando si candidò Montino, già il Pd pensava di puntare a lei come futuro giovanissimo sindaco, è vero?
“No, assolutamente. La candidatura di Esterino Montino è passata per le primarie, dal momento in cui lui ha vinto, non è stata messa in discussione per nessuno. Men che meno per me. C’erano consiglieri comunali che erano stati all’opposizione e che avevano ben più titoli di me”.
