Sguardi persi nel vuoto; paura di dover affrontare una nuova campagna elettorale con una città allo stremo. E anche di perdere la seggiola senza la certezza di rimetterci sopra le terga. Alla fine il dubbio che attanagliava un paio dei 4 consiglieri comunali di Forza Italia, l’ha sciolto per primo il coordinatore romano, Davide Bordoni, che ha spedito un messaggio riservato a Silvio Berlusconi. E il leader ha dato la linea: “Auto scioglietevi”.
La riunione del manipolo romani di Forza Italia è andata così: tentennamenti iniziali, si racconta sostenuti in particolare dal coordinatore regionale, Fazzone, annullato direttamente dall’intervento del leader del partito ha dato la linea utilizzando i media.
Già Davide Bordoni aveva aperto l’incontro sottolineando che l’a legislatura non aveva più senso e cercando di spiegare “che l’unica maniera per dare un segno di voglia di pulizia era quello di ridare la parola agli elettori”: Insomma chiudere un capitolo triste della storia della città e restituire il potere di scelta ai romani. “Anche se ci dovesse costare caro – avrebbe aggiunto il coordinatore – perché la politica sana è quella che impone il coraggio”. Di fronte alle osservazioni che la scelta di dimettersi avrebbe potuto essere scambiata come una scorciatoia per far cadere Marino, la risposta è sta chiara: “L’obiettivo è di ridare coraggio e forza alla politica, se poi il Pd ricandida Marino e vince, meglio per loro e peggio per noi”. E sulla paura che Cinque Stelle e Lega possano far man bassa di voti in una città sconvolta dagli arresti, la reazione è stata misurata. Sempre Bordoni ai più restii: “Mi sembra che grillini e leghisti abbiano altri problemi in questo momento”.
Poi è arrivato il tono di Berlusconi che ha cancellato ogni dubbio e così Giovanni Quarzo, Giordano Tredicine, Ignazio Cozzoli e lo stesso Bordoni hanno deciso di trasformare l’ipotesi di autoscioglimento in una sfida a tutte le forze politiche. “E non fate campagna acquisti, cercando consensi tra gli amici anche di altri partiti: chi ha il coraggio lo deve tirare fuori e lasciare”. Fine della riunione e tutti a pranzo. Anche perché in Consiglio Comunale a votare il successore di Coratti, non ci sarebbe andato nessuno. Dopo pranzo le note ufficiali.
ANCHE L’NCD NON VOTA.
“Il gruppo del Ncd non prenderà parte alla votazione per eleggere il nuovo ufficio di presidenza. Non ci è mai interessato dividerci le poltrone figuriamoci in un’esperienza amministrativa che consideriamo ormai conclusa. Solamente ridando la parola ai cittadini si potrà avviare un nuovo corso”.
Così, in una nota, Roberto Cantiani capogruppo NCD in Assemblea Capitolina.
MARCHINI ALL’ATTACCO
Vedo con piacere che ormai tutte le opposizioni, anche se un po’ in ritardo, si sono unite a ciò che chiediamo da mesi: elezioni. Mesi fa erano indispensabili vista la manifesta incapacità di questa sindacatura di governare in modo efficiente Roma. Oggi il semplice buon senso consiglierebbe che non fosse neanche materia di discussione. Inoltre, come anticipammo in occasione delle elezioni farsa per la Città metropolitana di Roma, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare a nessuna spartizione di poltrone e strapuntini, comprese queste surreali nomine che oggi dovrebbe discutere l’Assemblea capitolina. È tempo di scioglierla democraticamente e ridare la parola al popolo sovrano.

