Pronti per andare al mare? Fate bene attenzione, perché il litorale di Fiumicino e Fregene è a rischio. Ancora la stagione non è ufficialmente iniziata e già 15 chioschi hanno chiuso i battenti. Lo ha deciso la Capitaneria di Porto di Civitavecchia che proprio mercoledì ha messo i sigilli alle ultime due strutture. E per i “balneari” è un colpo mortale, tant’è che l’associazione scende in campo e dice la sua sulla decisione della procura di Civitavecchia di mettere fne alla stagione prima ancora che inizi.
Un lungo comunicato, con il quale i gestori degli stabilimenti spiegano le loro ragioni: “E’ una vicenda surreale che ha superato ogni limite. E’ quella dei sequestri “preventivi” di alcuni chioschi in corso in questi giorni sul litorale di Focene e di Fregene coordinata dalla Procura di Civitavecchia. Un’inchiesta partita male, con un esposto inviato in Procura due anni fa, e finita peggio con un danno enorme di immagine per imprenditori che dopo dodici anni di attività, decine di pareri rilasciati da ogni ente competente, all’improvviso si vedono sbattuti come delinquenti sulle prime pagine dei giornali senza alcuna responsabilità”.
Quindi un po’ di chiarezza su quella che sembra una storia di disordinata burocrazia: “L’accusa? Il Giudice per le indagini preliminari non riconosce la validità della forma giuridica con cui il Comune di Fiumicino ha regolato, a partire dal 2002, i rapporti con i gestori, quella della “convenzione”. E quindi ritiene illegittimi tutti gli atti stipulati, nonostante ci siano tutti i permessi rilasciati dalla pubblica amministrazione ai titolari dei chioschi. Quindi nessun illecito, nessun abuso e soprattutto, nessuna condanna. Ma comunque, senza alcun processo, contraddittorio, spiegazione, il massimo della pena: il sequestro preventivo della attività. E tutto questo, certamente non a caso ma per suscitare il massimo del clamore, con la stagione balneare iniziata, i dipendenti assunti, le attività a regime”.
“Si è superato ogni limite, finora abbiamo confidato in una soluzione, nel senso di responsabilità delle istituzioni – sostiene il Presidente di Assobalneari Fiumicino Marco Falsarella – abbiamo in mano permessi, licenze e titoli ottenuti da tutti gli organi competenti in 12 anni di attività, sentenze del TAR e del Consiglio di Stato a nostro favore. Ora questo ennesimo colpo, in questo procedimento siamo noi la parte lesa e invece siamo qui a doverci difendere, ma da che cosa?”
Interviene il Presidente di Federbalneari Italia Renato Papagni: “Le strutture sotto sequestro sono in regola, a tal fine è stato richiesto un confronto con il Procuratore Capo del Tribunale di Civitavecchia, Gianfranco Amendola per presentare la legittimità della convenzione stipulata, i gestori non possono essere tacciati di abusivismo edilizio e di danno ambientale se viene rispettata da 12 anni la convenzione onerosa tra Amministrazione e concessionari”.
IL CASO. Sono ormai 15 le strutture sequestrate prevetivamente dal procuratore di Civitavecchia, Amendola, per un’interpretazione della norma con cui il Comune ha regolato i rapporti dal 2012 con i gestori. Falsarella: “In questo procedimento siamo noi la parte lesa, invece siamo qui a doverci difendere”
