E’ partito da piazza della Repubblica il corteo per il ventesimo Roma Pride. A largo Corrado Ricci gli interventi delle 25 associazioni partecipanti elencando in un documento politico tutte le domande per ora disattese. La giornata proseguirà alle 23 con una grande festa, il “Celebration Official Pride Party”, organizzata da Muccassassina nel parco dell’ex aeroporto di Centocelle in via Casilina, sede della manifestazione Roma Vintage.
Marcia colorata e musicale, il Roma Pride è espressione della rivoluzione pacifica che vede unite le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer, intersessuali e di coloro che credono in un mondo più giusto e più equo nel garantire diritti e opportunità. Con lo slogan “Adesso fuori i diritti” il Roma Pride 2014 lancia il suo guanto di sfida alla politica che non mantiene gli impegni e non si dimostra capace di tenere il passo dei cambiamenti sociali.
RENZI DI CARTONE. Un cartonato a grandezza naturale raffigurante il premier Matteo Renzi: l’ha portato a piazza della Repubblica il Gay Center. “Abbiamo portato ironicamente Renzi al Pride perché, con il suo 40% dovrebbe lottare per i nostri diritti”. A dirlo e’ il portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo. “Finora nonostante le promesse in campagna elettorale, non ha fatto ancora nulla. Ci auguriamo che, anche se non sarà presente fisicamente al Pride, Renzi cambi verso”.
LA DANZA DI VENDOLA. A piazza della Repubblica, punto di raccolta per la partenza del Gay Pride, anche il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola con il suo compagno: “Credo che sia il momento di rompere gli argini e far straripare la domanda di libertà che ha diritto di avere diritti, – ha commentato – in Italia bisogna superare questa cappa di oscurantismo e ipocrisia che in questi anni ci ha impedito di fare i conti con la modernità e la soggettività. Chiediamo al governo in carica di non fare la danza del rinvio – ha concluso – e a non giocare a rimpicciolire ciò che appartiene alla sacralità dei diritti”. “In Europa siamo sulla strada giusta ma l’Italia non è l’Europa, qui l’omofobia sta dilagando nelle scuole, c’è bisogno di svegliarsi. Noi non abbiamo nessuna regolamentazione per i diritti delle coppie di fatto. Il resto del mondo si è guadagnato il diritto al matrimonio, all’adozione a fare figli attraverso la fecondazione assistita, noi siamo dentro un cono d’ombra, bisogna romperlo e prendere luce”. Interpellato in merito alle critiche mosse da chi pensa che un bambino abbia bisogno sia di una figura maschile che di una femminile per crescere, Vendola risponde: “Questo e’ un disco incantato che ripete luoghi comuni e banalità, l’abbiamo ascoltato sin troppe volte. Ci sono bambini ordinariamente violati nei loro diritti fondamentali, vediamo tutti i giorni esempi di genitorialita’ irresponsabile e superficiale. Anche in questo caso, quanta ipocrisia. Chi è in grado di dare amore ad una creatura e di crescerla – conclude – io credo abbia il diritto di poterlo fare”.
MARINO FISCHI E CORI. Bagno di folla per il sindaco di Roma Ignazio Marino arrivato in piazza della Repubblica per assistere alla partenza del Roma Pride. E’ stato subito preso d’assalto dai cronisti e dagli operatori che, per qualche tempo, gli hanno impedito di indossare la fascia tricolore. Una volta riuscito nell’intento, tra gli applausi, qualche sostenitore ha urlato “Bravo sindaco”. Una manifestante ha invece sottolineato “e’ da vent’anni che non viene un sindaco”. Non tutti i commenti sono stati, però, positivi: “Buffone”, si sente tra la folla. “Sono sette mesi che aspettiamo la delibera per le unioni civili in Consiglio comunale” ha detto il sindaco – io sto incalzando la politica italiana da molti anni su questo tema, credo che le mie idee siano molto chiare, l’amore deve fare premio su tutto e Roma deve essere guida orgogliosa della nostra Repubblica e quindi, immediatamente dopo il voto del bilancio in Consiglio comunale, calendarizzeremo la delibera per istituire nella Capitale il registro delle unioni civili”. E poi ha aggiunto: “Questo non basta dobbiamo spingere sul Parlamento affinché tutti abbiano gli stessi diritti, non diritti speciali per qualcuno ma gli stessi per tutti. Roma farà da apripista rispetto a molte altre città italiane. A chi ha sottolineato l’importanza della presenza di un sindaco al Pride, l’ultimo a partecipare fu, vent’anni fa, Francesco Rutelli: “Io non faccio altro che testimoniare quello che penso – ha commentato – ovvero che debba essere rispettato l’amore e l’affetto di tutte le persone e credo che sia davvero un’onta per il nostro Paese essere rimasti così indietro rispetto al resto d’Europa”.
IL CONTRO PRIDE. Contemporaneamente, ma dall’altra parte del Tevere, sono scesi in piazza gli attivisti di Forza Nuova che hanno indetto la “marcia per la famiglia”, proprio in opposizione al Pride, da piazza Mazzini a Castel Sant’Angelo.



