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Gianluca Morozzi e gli incubi rimossi di una “famiglia perfetta”

Gianluca Morozzi e gli incubi rimossi di una “famiglia perfetta”
Gianluca Morozzi
ANTEPRIMA/ “Radiomorte” (in uscita per Guanda il 3 aprile), segna il ritorno di Gianluca Morozzi, che ritrova le atmosfere di “Blackout”SCOPRI LA TRAMA E LEGGI SU AFFARI ITALIANI UN CAPITOLO
Gianluca Morozzi e gli incubi rimossi di una “famiglia perfetta”
Gianluca Morozzi e gli incubi rimossi di una “famiglia perfetta”

LA TRAMA – Vi presentiamo i Colla: l’incarnazione di un ideale. Padre di successo, madre affettuosa, figlio maggiore bello e capace, figlia minore intelligente e sensibile. Cosa fanno di mestiere? Sono mercanti di felicità. Mostrano al mondo che diventare come loro si può, basta acquistare il bestseller di Fabio Colla La famiglia felice al tempo della Crisi. Milioni di lettori lo hanno già fatto e oggi i quattro sono invitati a parlare della loro ricetta infallibile in una sperduta radio di provincia. Ma una volta entrati in studio, senza cellulari per non disturbare la trasmissione, l’intervista prende una piega spiacevole. Le domande si fanno incalzanti. Poi le porte si chiudono. Infine Kristel, la giovane dj, comunica soavemente che uno dei quattro non uscirà vivo di lì. Chi? Lo decideranno loro. Non esiste un modo per salvarsi. Ma è possibile ritardare il gran finale comprando tempo in cambio di parole: raccontando i più terribili segreti. E dal passato dei Colla riemergono gli incubi rimossi della “famiglia perfetta”. Sospinti dalla paura, i Colla mostrano il loro vero volto. E il mito dell’armonia familiare si dissolve in una trama sempre più nera…
 

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(per gentile concessione di Guanda)

PADRE

Guarda quell’auto. Bella, vero? Ti piace?

Guarda con quanta eleganza affronta la strada, con quanta arroganza sorpassa sulla destra le auto incolonnate. A una così bella macchina si perdona qualche piccola violazione del codice. Non è un piacere vederla schizzare selvaggia in corsia d’emergenza?

Be’, se ti piace, peccato. Non la puoi avere. Perdona la franchezza.

A meno di non indebitarti, non te lo puoi permettere, questo gioiello che ora lascia il traffico della tangenziale per sfrecciare morbido verso la periferia.

Il suo proprietario ne ha altre due, molto più costose. Le tiene in garage.

Guarda nell’auto. Ci sono dentro quattro persone. Un nucleo familiare.

Li riconosci? Ma sì che li riconosci. Li hai visti dappertutto, ultimamente. Sono apparsi ovunque, in tutte le televisioni locali e nazionali, sempre insieme, sempre uniti, sempre sorridenti e splendidi.

La famiglia più invidiata d’Italia è qui, dentro questa macchina.

Nessuno di loro sta parlando all’altro.

Guarda l’uomo al volante. La sua è una faccia famosa: la vedi radiosa sulle copertine dei suoi libri, lo vedi parlare nei contenitori domenicali e nei talk show serali. Si chiama Fabio Colla, ha le guance perfettamente rasate, un elegante completo sportivo, un paio di scarpe pagate il doppio del tuo stipendio mensile.

La famiglia felice al tempo della Crisi è già all’ottava edizione. Ha venduto quattro volte di più del suo libro precedente, Il consorzio naturale. Merito del titolo, gli hanno detto. Troppo pretenzioso, Il consorzio naturale, per il prototipo di lettore bue a cui era destinato. La famiglia felice al tempo della Crisi, invece, racchiude un messaggio chiaro, preciso, impossibile da equivocare.

Fabio Colla può permettersi un autista e un’auto blu, ma lui adora guidare. Ogni volta che può, si mette al volante di persona.

Oggi ha scelto il più sacrificabile dei suoi tre gioielli. Dopotutto stanno andando in una zona periferica, e uno zingarello, un barbone o dei teppisti di passaggio potrebbero voler graffiare la sua macchina. E allora, ha preso quella a cui tiene meno.

Come sempre ha scelto lui il cd da ascoltare nel percorso, senza consultarsi con sua moglie o con i figli. Da quando sono partiti, Fabio Colla sta battendo il piede al ritmo della sua compilation di musica brasiliana tenuta a volume altissimo. Da qualche tempo ha la fissazione della musica brasiliana. Gli dà la carica.

Che possa infastidire i suoi familiari non rientra nella sfera dei suoi pensieri.

Licenziare il suo addetto stampa, quello sì, rientra nella sfera dei suoi pensieri. Quell’idiota di Marchetti! Gli ha fatto saltare due appuntamenti a cui teneva, il preserale della domenica e l’approfondimento del tg di mezzogiorno. Maledetto idiota incompetente strapagato! Il preserale e il tg di mezzogiorno, pensa Fabio Colla, saranno la ghigliottina di quel frocio sempre sudato di Corrado Marchetti.

Sa già chi assumere al suo posto: quella gran figa di Susanna Maniero, una iena, un colpo un centro, e un fisico sontuoso da testare, prima o poi. Altro che quel coglione che non sa come arrivare a un preserale, ma che in compenso gli ha trovato un’intervista in questa radio di merda in questa zona industriale di merda.

Fabio Colla picchia l’indice sul volante, al ritmo della sua musica brasiliana.

L’auto passa sotto un ponte.

 

MADRE

 

Guardala, guarda la donna al fianco di Fabio Colla: sua moglie. Si chiama Patrizia, e il mal di testa le sta spaccando il cranio. Capita spesso.

La conosci bene, Patrizia: è quella bella donna che accompagna ovunque il marito, con una perenne smorfia altezzosa disegnata in viso, sotto i capelli lisci stirati. Sempre elegante, sempre con la piega perfetta. Ha classe, stile. Non indosserebbe mai qualcosa di volgare o di eccessivo.

Guarda come stringe fra le dita una delle perle che compongono il filo sottile della sua collana preziosa. Così riesce a stare calma, riesce a non dire nulla, a non parlare, a non chiedere al marito di togliere quel cd così irritante. Patrizia odia la musica brasiliana, odia il ritmo ripetuto e insistente che le aumenta il dolore. Che si rompa, quel cd, che la smetta di battere dritto nella sua testa, come le dita del marito sul volante, fastidiose, inopportune.

Ci vorrebbe qualche istante di silenzio, o almeno una pastiglia, un antidolorifico qualsiasi, anche un farmaco generico, che la aiuti a rilassarsi un minimo.

Patrizia avrebbe voluto stare a casa, almeno oggi. Avrebbe voluto rimanere tranquilla, in pace, distendersi nel suo idromassaggio grande e profumato, farsi cullare dai getti d’acqua.

Ma lei è, per prima cosa, un’ottima moglie. E interpreta a perfezione il suo dovere, che le impone di seguire il marito e sostenerlo nella sua carriera. A lei piace essere la consorte esemplare di Fabio Colla. Vuole conformarsi al suo ruolo più di ogni altra cosa.

Essere mogli è questo, per lei: condividere tutto. Non solo i soldi e le comodità, ma anche questi pomeriggi di noia in contesti – come dire? – bizzarri.

Perché in fondo, pensa, è pur sempre una gita di famiglia. E un’occasione per mostrare, ancora una volta, quanto è brava nel suo ruolo di madre.

Lo spirito di sacrificio la fa sentire bene. Dedicarsi sempre prima agli altri la fa sentire bene. Un atto di abnegazione che la rende ancora più nobile ai suoi stessi occhi.

Si massaggia la testa. È stanca. Dovrebbe riposarsi un po’.

Il ritmo dallo stereo sembra entrarle dritto nel cervello. Vorrebbe tanto dire a Fabio che la musica brasiliana le fa venire il vomito, ma Patrizia è la moglie perfetta di una coppia perfetta. Fabio è il marito perfetto.

Lei e Fabio non scopano da quasi sei mesi.

(continua in libreria…)