Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gallery » “Guadagnavo 5-600 € al giorno”. Baby squillo, solo soldi e sesso

“Guadagnavo 5-600 € al giorno”. Baby squillo, solo soldi e sesso

La diciassettenne che ha dato il via all’inchiesta choc sul mercato del sesso ai Parioli, racconta nell’incidente probatorio come è diventata una prostituta. “Ho iniziato perché avevo voglia di fare molti soldi… Ogni prestazione sessuale aveva un suo prezzario”. Il punto sulle indagini la caccia ai clienti e i protagonisti

Baby squilli ai Parioli, è l’ora delle confessioni negli incidenti probatori. Ecco la testimonianza di Claudia (il nome è di fantasia).
“Credo che Mirko Ieni sapesse che ero minorenne e si serviva di questo per aumentare il numero dei clienti potenzialmente interessati a fare sesso. Guadagnavo molti soldi, anche 5-600 euro al giorno, di cui una piccola parte la giravo a Ieni per l’affitto della stanza. Ogni prestazione sessuale aveva un suo prezzario. Ho iniziato perché avevo voglia di fare molti soldi. Non mi sono fatta mancare nulla, quello che guadagnavo lo spendevo per acquistare vestiti di marca e telefonini di ultima generazione. Un giorno sono andata su google e ho scritto ‘fare soldi facili’ e poi ho risposto a un annuncio”. Da li’, tramite chat, è arrivato il contatto con il caporalmaggiore dell’esercito Nunzio Pizzacalla e poi con Mirko Ieni, due degli indagati. “So che Pizzacalla è venuto due volte a Roma per incontrarmi ma mi sono rifiutata – ha raccontato – Ieni, invece, sapeva tutto di me anche se alla fine mi ero creata un giro di clienti miei e a lui davo pochi soldi”. Nel corso dell’atto istruttorio, la ragazza, 17 anni il prossimo ottobre, collegata in videoconferenza con l’assistenza di un avvocato e di uno psicologo, ha negato che nel giro ci fossero altre minorenni, oltre alla sua amica, 16 anni il prossimo ottobre, che verrà sentita mercoledì con le stesse tutele davanti al gip Maddalena Cipriani. Si tratta dello stesso giudice che il 28 ottobre scorso dispose l’arresto di cinque persone, tra cui anche la madre della ragazza sentita oggi, nell’ambito appunto di un’inchiesta sullo sfruttamento delle due minorenni quali prostitute in un appartamento ai Parioli.
LE INDAGINI. Continua il lavoro degli inquirenti per individuare altri clienti delle due baby squillo che si prostituivano in un appartamento in viale Parioli. La procura è infatti ancora al lavoro per identificarne i nomi. In questa prima tranche dell’inchiesta che vede lo svolgimento dell’incidente probatorio per cristallizzare le dichiarazioni delle due minorenni (che avranno così valore di prova in un eventuale processo) sono cinque i clienti indagati. Un filone di indagine, questo, che vede complessivamente indagate nove persone comprese le cinque che furono arrestate il 28 ottobre scorso. Per questi il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Cristiana Macchiusi sono orientate chiedere il giudizio immediato.
I CLIENTI. Cinque per ora i clienti appunto identificati, ma anche la ragazza ha parlato di altri soggetti, pur non essendo in grado di indicarne i nomi e i luoghi di residenza. Gli avvocati, dal canto loro, stanno valutando se ricorrere al rito abbreviato: a cominciare dal difensore di Mario Michael De Quattro, uno dei clienti accusato di estorsione per aver fatto un video e aver cercato di ricavarci i soldi, e da quello di Pizzacalla.
I FATTI. Secondo l’accusa, sarebbero avvenuti tra il luglio e l’ottobre 2013. Il caporalmaggiore avrebbe indotto le due minori a prostituirsi nell’appartamento in viale Parioli, procacciando clienti, mantenendo la contabilità ed impartendo disposizioni sulle tariffe. Non solo, avrebbe sfruttato la prostituzione anche di maggiorenni e indotto una delle baby squillo a produrre foto e video in pose sexy per procacciare clienti. A mettere a disposizione l’appartamento nel quartiere bene capitolino sarebbe stato Mirko Ieni, cui è contestata anche la cessione di stupefacenti alla due minorenni, nonché la pubblicizzazione del “servizio” sul sito web bakecaincontri.com.
I CLIENTI E LE ACCUSE. Al commercialista Riccardo Sbarra si contesta, invece, non solo di aver avuto rapporti con le due minorenni, ma anche di aver detenuto e ceduto materiale pedopornografico. Al cliente Mario Michael De Quattro è contestata anche la tentata estorsione, per aver cercato di farsi dare 1.500 euro da la più grande delle due minorenni, dopo aver videoregistrato un incontro “hot” a sua insaputa, dietro la minaccia di diffondere il filmato. Altri tre clienti (Francesco Ferraro, Gianluca Sammarone, Patrizio Plos) sono indagati per i rapporti sessuali che avrebbero avuto con le due baby squillo. Un quarto, Marco Galluzzo, anche per aver ceduto cocaina alla ragazzina in cambio delle prestazioni.