Fa rumore la protesta della comunità omosessuale romana, e rischia di lasciare la gola a secco agli accaniti bevitori del più famoso distillato russo: via dai banconi dei bar le bottiglie di vodka, fino a quando non sarà ristabilita la libertà di amare liberamente.
Il grido di battaglia viene dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, che insieme ad altre associazioni e realtà lgbtq italiane ed europee, ha già intrapreso l’azione simbolica di boicottaggio della vodka russa nella serata di Muccassassina e invita tutte le realtà a sposare questa politica in segno di solidarietà con le compagne e i compagni russi.
“Il rispetto dei diritti umani e della sicurezza per le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali in Russia è sempre più a rischio – gridano dall’associazione – Alla legge che proibisce la cosiddetta “propaganda gay”, che di fatto criminalizza qualsiasi forma di visibilità e le associazioni che la dovrebbero tutelare, si aggiungono le preoccupanti notizie di persecuzioni e violenze sistematiche perpetrate da gruppi neonazisti che agiscono nella completa impunità se non con la connivenza del governo e delle forze di polizia. Non è neppure garantita la sicurezza degli stranieri che si trovassero in suolo russo per lavoro o altre ragioni, come ad esempio per turismo.
Martedì 6 agosto si terrà a Roma un incontro bilaterale Italia-Russia tra i ministri degli Esteri e della Difesa. Un occasione che la comunità lgbtqi vuole sfruttare per far sentire la sua voce. “Chiediamo alla Ministra degli Esteri Emma Bonino di sollevare con forza il problema del rispetto dei diritti umani in particolare per le persone e le organizzazioni lgbtq – si appellano dal Mieli – L’Italia non può essere complice silenziosa di questa persecuzione.”
Ma l’azione non finisce qui, e l’associazione vuole alzare la posta in vista delle prossime Olimpiadi Invernali che si terranno proprio in Russia, a Sochi. Le associazioni si appellano direttamente al Comitato Olimpico, “Chiediamo di fermare questo orrore con ogni mezzo, anche boicottando le Olimpiadi e chiedendo al CIO la massima vigilanza per valutare se ci siano ancora le condizioni minime per confermare la manifestazione”.

