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Il costo dei rifiuti alla Corte dei Conti. Denuncia dei Radicali per danno erariale

Il costo dei rifiuti alla Corte dei Conti. Denuncia dei Radicali per danno erariale
Il mancato raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata finisce in un dossier denuncia presentato ai magistrati contabili. I romani vessati dall’aumento dell’ecotassa che punisce i Comuni meno virtuosi

Rifiuti da differenziare finiti in discarica, trasporto fuori regione e sovrattassa del 20 per cento al tributo speciale per non aver raggiunto gli obiettivi di legge sulla raccolta differenziata. Per i Radicali ce n’è abbastanza per Denunciare regione Comune di Roma alla Corte dei Conti per il danno erariale e gli effetti che hanno sulle tasche dei romani.
Scrivono i Radicali che giovedì hanno presentato la documentazione: “Abbiamo presentato un esposto alla Corte dei Conti per il mancato raggiungimento da parte di Roma Capitale degli obiettivi stabiliti dalla normativa vigente in materia di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. L’iniziativa prende spunto dalla sentenza “pilota” (n.83 del 27 maggio 2013) della Corte dei Conti ligure, relativa al comune di Recco e concernente l’aggravio di costi dovuti allo smaltimento in discarica. Provvedimento che ha portato alla condanna per danno erariale di sindaci ed assessori all’ambiente pro-tempore. Le percentuali di raccolta differenziata che, negli anni, ogni ambito territoriale ottimale doveva raggiungere, erano stabilite dall’articolo 24 del decreto n. 22/1997,  dalla legge n. 296 del 21 dicembre 2006 (Finanziaria 2007) e dall’art. 205, comma 1, del D.Lgs. n. 152/2006), ed erano le seguenti: 35% (2003, 2004, 2005, 2006), 40% (2007), 45% (2008), 50% (2009), 55% (2010), 60% (2011), 65% (2012). A fronte di questi obiettivi di riciclo, i dati ufficiali dell’Ama certificano i risultati ottenuti a Roma: 10,75% (2003), 13,53% (2004), 15,86% (2005), 16,23% (2006), 17,10% (2007), 19,51% (2008), 20,67% (2009), 22,00% (2010), 24,65% (2011), 25,66% (2012). La Capitale, quindi, ha raggiunto livelli di differenziata in misura significativamente inferiore a quelli previsti per legge, questo ha comportato a carico del Comune il pagamento di oneri aggiuntivi per il conferimento in discarica del materiale che avrebbe dovuto essere destinato proficuamente alla raccolta differenziata ed ha, pertanto, arrecato a Roma Capitale un danno patrimoniale conseguente. Il danno erariale, a nostro avviso, si profila per i seguenti motivi puntuali:
1) maggiori costi sostenuti per il conferimento in discarica di materiale che avrebbe dovuto essere oggetto di raccolta differenziata. Detti oneri sono stati, in particolare sostenuti a titolo di “tariffa smaltimento rifiuti” (c.d ecotassa) tributo speciale ex art. 3, comma 24 della legge n. 545/1995;
2) addizionale del 20% al tributo speciale prevista dall’art. 205, comma 3, del D. Lgs. N. 152/2006. Sovrattassa dovuta per il mancato raggiungimento degli obiettivi di riciclo previsti dalla citata legge
3) maggiori costi dovuti allo smaltimento fuori dalla Regione Lazio dei rifiuti speciali (Fos, scarti e Cdr) durante gli anni 2013 e 2014;

IL DOCUMENTO: L’esposto alla Corte dei Conti

Il danno erariale, inoltre, è attribuibile finanche al danno ambientale dovuto al versamento in discarica dei rifiuti eccedenti che ha comportato il deterioramento aggiuntivo delle risorse naturali causato dall’immissione di maggiori quantità di sostanze e microorganismi nel terreno e di gas nocivi nell’aria circostante alla discarica.”
Ma la documentazione non si ferma qui: “Oltre all’esposto, abbiamo presentato un allegato che riporta la stima dei costi dello smaltimento in discarica delle quantità eccedenti di rifiuti indifferenziati e quindi ne quantifica il probabile danno erariale – continuano i Radicali. Per esempio, le spese relative all’ecotassa di materiale che doveva essere invece oggetto di raccolta differenziata sono le seguenti (in euro): 6.105.110 (2003), 5.722.649 (2004), 5.204.842 (2005), 5.167.520 (2006), 6.340.417 (2007), 3.636.563 (2008), 6.143.005 (2009), 4.749.534 (2010), 3.826.244 (2011), 2.670.203 (2012). A questi, si aggiungono, i maggiori costi (in euro) dovuti all’addizionale sull’ecotassa del materiale che doveva essere oggetto di riciclo: 1.268.083 (2007), 727.313 (2008), 1.228.601 (2009), 949.907 (2010), 765.249 (2011), 534.041 (2012).

IL DOCUMENTO: Stime e costi in dettaglio