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Il record di Marino: le sbaglia tutte. Via il neo presidente Ama: è indagato

Il record di Marino: le sbaglia tutte. Via il neo presidente Ama: è indagato
ignazio marino
Il metodo dei curricola tradisce nuovamente il Sindaco. Dopo il caso del colonnello Liporace costretto a lasciare la guida della Polizia Municipale dopo una settimana dalla nomina, il nuovo record spetta al neo plenipotenziario dell’azienda municipalizzata dei rifiuti, quell’Ivan Strozzi che avrebbe dovuto traghettare Roma fuori dall’emergenza ma che è stato già costretto a dimettersi dopo sei giorni: sul suo nome pendeva un’inchiesta per reati ambientali. Ora le opposizioni chiedono la testa dell’assessore Estella Marino che aveva caldeggiato proprio la scelta di Strozzi
Il record di Marino: le sbaglia tutte. Via il neo presidente Ama: è indagato
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Il record di Marino: le sbaglia tutte. Via il neo presidente Ama: è indagato
Il record di Marino: le sbaglia tutte. Via il neo presidente Ama: è indagato

Sei giorni, tanto è durata la presidenza di Ivan Strozzi nominato dal sindaco Ignazio Marino giovedì scorso alla testa di Ama. Il dietrofront dopo la scoperta che sull’uomo che avrebbe dovuto traghettare Roma fuori dal caos monnezza pendeva un avviso di garanzia per reati ambientali.
Una sfumatura non da poco che era sfuggita ai selezionatori del Campidoglio. L’ex manager dell’azienda torinese dei rifiuti il 9 gennaio era infatti stato investito di pieni poteri per riportare ordine nell’emergenza capitolina, dopo che per tre mesi l’entourage del sindaco aveva avuto modo di controllare e ricontrollare i curricola.
Peccato che né il candidato aveva denunciato né i selezionatori avevano scoperto che la procura di Patti avevano inviato un avviso di garanzia per inadempimento di contratti e frode in pubbliche forniture proprio a Ivan Strozzi in qualità di amministratore delegato di Enia, una multiservizi padana che opera in diverse città e vincitrice attraverso il consorzio Nebrodi Ambiente di un appalto per la raccolta rifiuti nel messinese finito al centro di un’inchiesta per reati ambientali.
“Pensavo non fosse importante” ha dichiarato il manager che è stato non troppo gentilmente invitato alla porta. Un Marino furente incappato nell’ennesima figuraccia, pardon, svista. Il metodo di selezione basato sui curricola ha fatto nuovamente cilecca e la giustificazione di Strozzi ricorda quella data dal Oreste Liporace. I più attenti legheranno il nome del colonnello dei Carabinieri alla nomina, rimasta solo in pectore, a capo del Corpo dei Vigili Urbani: era il 9 ottobre 2013 e anche all’ora a neppure una settimana dall’annuncio il neo comandante della Polizia Municipale chiuse la porta in faccia al Sindaco annunciando la sua indisponibilità all’incarico dopo che si scoprì come  all’enturage del primo cittadino fosse sfuggito il fatto che Liporace non avesse maturato tutti i prerequisiti per l’incarico.
Prerequisiti che mancavano anche al capo staff del vicesindaco Luigi Nieri, dimessosi dopo che leggendo il suo curriculum venne fuori come non si fosse mai laureato. Da ultima il caos concorsone, con le buste trasparenti, l’annuncio della sospensione prima del dietrofront.
Caos curricula a parte resta il nodo Ama, con l’ira del Ministro dell’ambiente Orlando, restio a nominare un nuovo commissario senza un vero piano rifiuti stilato da Comune e Regione. Nel frattempo la figuraccia rischia di costare cara all’assessore Estella Marino che aveva caldeggiato la scelta di Strozzi: potrebbe essere lei la vittima sacrificale per il rimpasto chiesto sottovoce da un Pd stanco delle figuracce del sindaco. Gongolano le opposizioni che unite chiedono un passo indietro dell’assessore. Nel frattempo dal Campidoglio assicurano: “Tra tre giorni le nuove nomine”.