di Fabio Carosi
Anche Ignazio Marino ha il suo tesoretto per Roma. Solo che ci sta seduto sopra e non lo ha ancora scoperto. In totale fa quasi 1100miliardi di euro che, secondo la Commissione speciale per la riforma e la razionalizzazione della spesa, presieduta dal Cinque stelle Daniele Frongia, rappresentano opportunità di risparmio e sono anche la fotografia degli sprechi comunali degli utlimi anni: ben 4100 miliardi.
La somma dei soldi bruciati al vento ogni anno e di quelli che invece rappresentano falò una tantum è da brivido. Il dossier che il Cinque Stelle ha realizzato è da tempo sul tavolo del sindaco, ma non sembra per ora aver appassionato né il primo cittadino ne la sua assessora al Bilancio, Silvia Scozzese.
Partiamo dal denaro che ogni anno il Comune getta al vento. La cifra più alta è quella che il Vaticano teoricamente dovrebbe pagare per i servizio offerti dal Comune gratuitamente, come le spese di sicurezza, gestione e pulizia per i grandi eventi di piazza San Pietro o per i tributi non riscossi e non previsti dai Patti Lateranensi e dal Nuovo Concordato. La stima della Commissione è di 390 milioni l’anno. E se sul Vaticano si potrebbe aprire una trattativa poiché le iniziative della Santa Sede danno un contributo notevole al Pil di Roma, sui 245 milioni di euro di evasione delle tasse Imu e Tasi generate da errori nei dati del catasto, sarebbe opportuno non avere scrupoli. Così come per i 100 milioni che mancano all’appello per il mancato adeguamenti dei canoni sugli immobili residenziali peri cittadini non indigenti.
E in tema di battaglia per la legalità di Ostia, sulla quale Comune e Pd si sono spesi a colpi di ruspe, il mancato aggiornamento dei Piani di utilizzo dell’arenile, genera un mancato incasso di in termini di concessioni demaniali, stimato in circa 100 milioni di euro ogni anno.
Poi c’è la Tassa di soggiorno la cui evasione da parte degli abusivi pesa per 35 milioni. Un capitolo interessante è quello sulla qualità di alcuni dipendenti comunali: secondo la Commissione la scarsa professionalità di una serie di soggetti miracolati con stipendi che superano gli 80 mila euro l’anno è un peso che vale 15 milioni ogni anno. Tra gli sprechi c’è sempre un posto d’onore per le auto blu. La riforma “Marino” secondo chi indaga non basta e c’è un margine per altri 10 milioni di euro.
CAPITOLO SOLDI GIA’ BUTTATI. Secondo la Commissione la Metro C ha avuto un aumenti di costi complessivi del progetto che ha svuotato le casse di ben 800 milioni di euro, seguito a ruota dagli effetti di Mafia Capitale che ha alleggerito il Comune per 650 milioni. Poi ci sono 600 milioni di Imu-Ici non pagata dall’Ater sulla quale però il Pd ha votato no all’emendamento Cinque Stelle che approvava la richiesta di rateizzazione chiesta dall’Ente. A seguire la città dello sport di Tor Vergata con i suoi 600 milioni di differenza tra il primo e l’ultimo preventivo, il condono edilizio (400 milioni), i 360 milioni spesi per la costrizione della Nuova Fiera di Roma che la Commissione definisce “Una struttura che non vale niente”. Si prosegue con la vecchia Fuera di Roma, il Corridoio Laurentino e la nuvola di Fuksal la cui proprietà è al 10 per cento di Roma Capitale. In totale gli sprechi by Comune di Roma ammontano a 4 mila e 100 milioni di euro.
La commissione di Forngia affonda anche il dito nella piaga delle spese correnti: 1,2 milioni di eiuro l’anno per l’invenzione di Alemanno di Digit Roma, il contratto di servizio con Ama per i cimiteri che vale 4 milioni, la concessione ad un privato dell’ex convento di piazza del Popoloi e gli extracosti dei servizi al cittadini per le politiche sociali. La somma del falò di denaro pubbliuco è da brivido: 1000 milioni di euro l’anno per sprechi annuali, 4100 milioni di extracosti per infrastrutture e 22,2 milioni per spesucce correnti. Totale dei totali: 5122, 2 milioni di euro tolti ai romani. Ecco il tesoretto che Marino e Scozzese non sanno di avere in cassa.
“I soldi delle opere ormai sono persi – spiega Daniele Frongia – invece quel milione di euro di spese inutili annuali possono essere recuperati con il coraggio dei tagli e restituite ai romani sotto forma di servizi o diminuzione delle tasse. Da due anni sbandieriamo questi sprechi all’Amministrazione e ci dicono che stiamo facendo un lavoro utilissimo ma poi ignorano i contenuti”.
