Tramonti incantati e una musica che rievoca atmosfere di un’altra epoca. Pochi sanno che ad Ostia, nascosto tra la zona del Porto Turistico e Tor San Michele, esiste un luogo lontano dal tempo, dove alcuni tra i migliori musicisti del mondo vengono a suonare sulle rive del fiume, lì dove il Tevere incontra il Mare, salutando la città.
Sarà un agosto ricco di musica, quello che l’Achab Yacht Club offrirà questa estate a Roma. Nella programmazione dei concerti, una proposta artistica composta da diversi generi. Già da questo venerdì, la musica dei vecchi dischi a 78 giri di Duke Ellington, Jimmy Lunceford, Chick Webb, Count Basie, Louis Jordan, Cab Calloway, una vera e propria “Harlem Renaissance”.
Un richiamo allo swing, oggi tornato di moda, e riproposto da interpreti che, come per incanto, ricreeranno le atmosfere dei famosi locali americani degli anni 30’, come il Cotton Club, il Savoy , ma anche il Paramount. La Swing Valley Band è composta da: Giorgio Cuscito, alla direzione, arrangiamenti e sax tenore. Mario Caporilli, tromba, Ferdy Coppola, sax tenore e voce. Filippo Delogu, chitarra. Alberto Antonucci, contrabbasso. Alfredo Romeo, batteria. Monica Gilardi, voce.
Agosto, invece, partirà con un doppio viaggio nel Delta del Mississipi, due band che masticano blues e che riproporranno, i Blues Trails, la musica di di Charley Patton, Robert Johnson, gospel di Reverend Gary Davis, racconti, storie ed aneddoti legati a quell’ affascinante terra. Gli Onorati Coffè Maker, invece, un repertorio che strizza l’occhio ai grandi padri fondatori del blues, ma anche agli artisti della nuova generazione e alle sonorità più elettriche.
Ma l’estate sulle rive del Tevere avrà anche un richiamo alla Jamaica con il suo momento raggae, la notte di Ferragosto con i Trench Town Motel. Un fedele tributo con un repertorio che spazia tra i più grandi successi del cantautore Giamaicano e della sua fantastica band. Un viaggio fra i temi dell’amore, della pace, del rispetto e della tolleranza, dell’impegno sociale e della riscoperta delle proprie radici e delle energie profonde, affrontato magistralmente dal grande Bob Marley.

