di Patrizio J. Macci
Si potrebbe pensare all’ennesima guida di Roma sull’onda del successo del film che ha vinto l’Oscar, “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino. A un volume furbetto e un po’ “scroccone”, di quelli pensati per vivere di luce riflessa sull’onda del successo altrui. Invece no. Il volume è un invito scherzoso a trasformarsi per un giorno in un turista pigro e debosciato, che accetti passivamente di stramazzare davanti a un aperitivo servito a regola d’arte, oppure a una tavola imbandita come gli Dei dell’Antica Roma avrebbero comandato. Il libro di Laura Mancini “A spasso per Roma” lanciato in libreria da Wingsbert House, che di bellezza e buon vivere se ne intende perché è una vera e propria factory visto che produce vini e aceti oltre a editare libri sui generis come questo, merita una nota di attenzione per questa sua peculiarità.
Roma esiste ancora e brilla di luce propria, anche se il consumo di suolo a scopo edificatorio prosegue in maniera indiscriminata, gli outlet avanzano peggio della desertificazione. Ma quelli che la conoscono veramente sono sempre di meno. Non c’è nulla di meglio quindi che ripercorrere – oppure affrontare per la prima volta- in maniera randomica alcuni dei luoghi accarezzati dal Premio Oscar con la sua telecamera, ma spinti da una motivazione nuova: quella di “sgavazzare” in giro. Mangiare e bere nei locali disseminati lungo il percorso artistico di Jep Gambardella, selezionandoli prima da una breve recensione che li inquadra dal punto di vista estetico e del prezzo. Il lettore coglie due piccioni con una fava, perché da una parte può usufruire dell’esperienza di chi ha già visitato i locali e non avere sorprese e dall’altra ha preziose imbeccate sui pericoli da evitare, segni premonitori, categorie merceologiche da cancellare dal proprio viaggio per non trasformarsi in un piccione stupido attratto dal becchime di ristoratori affamati di rimpinguare il loro incasso con basse strategie. In undici brevi capitoli l’autrice attraversa Roma spingendosi fino alle propaggini della città verso sud, accarezzando le strade del metafisico quartiere dell’Eur. Il Gianicolo, le terrazze romane dove prendere un Martini by night, le meravigliose infiorescenze dei giardini dell’Aventino, il pertugio del portone dal quale “infilare” visivamente tre stati contemporaneamente. Il micromondo di via Giulia e lo splendido e sterminato Parco degli Acquedotti disseminato di archeologia.
L’importante è non fidarsi troppo di quello che si vede; a Roma nulla è come appare, ma tutto nasconde come minimo un secondo livello di realtà. Come il vicino di casa di Jep, invidiatissimo per la posizione del suo attico e per i suoi abiti esclusivi. Viene identificato come un pericolosissimo latitante e portato via in manette. Roma non perdona chi tenta di rubarle l’anima.

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LA RECENSIONE. Arriva in libreria “A spasso per Roma”, il volume “furbetto” ma onesto e utile di Laura Mancini. Un giro edonistico tra le inquadrature della Grande Bellezza di Sorrentino che però fa tappa sui locali. E dà i voti
