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Imprese, volano solo gli extracomunitari. Nel Lazio record di crescita dopo Napoli

Nella provincia di Roma il tassi di crescita degli imprenditore extra Ue è del 9,49%. Lo riferisce Unioncamere. Ormai leader nel commercio, i nuovi manager si affermano anche nei servizi. E spuntano le prime società di capitali

E’ passato prima di tutto per Napoli, Roma, Monza e Milano il ‘treno’ ultraveloce dell’impresa straniera in Italia. Nel 2013, infatti, sono queste le province che registrano i tassi di crescita più consistenti di un esercito che sfiora ormai le 500mila unità, pari all’8,20% del totale delle imprese registrate nel nostro Paese. Un esercito quasi invincibile, visto che le 497.080 imprese, di cui 384.318 guidate da cittadini stranieri extra UE, si sono espanse a un ritmo di gran lunga superiore a quello del totale delle imprese (+4,88% nel 2013 a fronte del +0,21% del totale), e, aumentando di 23.285 unità, hanno consentito di mantenere in campo positivo il bilancio anagrafico di tutto il sistema imprenditoriale italiano (cresciuto, nello stesso periodo, di sole 12.681 posizioni). Questi i dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese guidate da stranieri risultante dal Registro delle imprese delle Camere di commercio italiane”. Così in una nota Unioncamere.
“Siamo in presenza di una completa affermazione all’interno della nostra società del fenomeno ‘stranieri’, che può contare sia sulle tante imprese guidate da immigrati, sia su un vasto bacino della forza lavoro impiegata all’interno del nostro sistema produttivo, a tutto vantaggio anche dell’integrazione sociale”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello.
“Alla fine del 2013, sono tre le regioni nelle quali oltre un imprenditore su 10 è un cittadino di origine straniera (Toscana, 11,67%; Liguria, 10,51%; Friuli Venezia-Giulia, 10,15%) e 14 le province in sui l’imprenditoria straniera supera il 10% del totale del tessuto produttivo locale, con Prato (24,40%), Firenze (14,13%) e Trieste (13,69%) che guidano saldamente la classifica.
In termini di dinamica, però, le province che hanno registrato i tassi di crescita più elevati sono state Napoli (+15,25%), Roma (+9,49%), Monza e Brianza (+8,32%) e Milano (+7,69%) – continua la nota – Se in valori assoluti le attività più presidiate sono quelle del commercio (dove le imprese a guida straniera sono 175.213) e delle costruzioni (126.175), in termini di dinamica il 2013 ha visto un notevole incremento soprattutto delle imprese di Noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese (+3.043 imprese pari al +14,84%). Sotto il profilo della struttura organizzativa si conferma la straordinaria prevalenza di imprese individuali (400.583), sebbene anche nell’universo straniero si rafforzi la tendenza a un incremento delle società di capitali (aumentate del 7,70% nel 2013). Quanto alla provenienza degli imprenditori – con riferimento le sole imprese individuali1 – il paese leader resta il Marocco, da cui provengono 61.177 titolari. Nel 2013, tuttavia, la Romania (46.029) sottrae la medaglia d’argento alla Cina (45.043). Gli incrementi più forti registrati nel 2013 hanno però riguardato in termini assoluti il Bangladesh (+3.576 imprese). Gli imprenditori extra Ue tirano la volata agli stranieri (+5,7%). Tra le imprese straniere quelle guidate dai cittadini extra UE corrono più veloci mettendo a segno nel 2013 un incremento del 5,7% e un saldo positivo di 21mila unità. Salgono così a 384.318 le imprese capitanate dagli extracomunitari (il 77% di quelle immigrate) che rappresentano da sole il 6,3% del totale delle imprese. Commercio (155.183 imprese) e costruzioni (81.810) sono le attività nelle quali si concentra oltre il 60% dell’imprenditoria extra Ue. Seguono con un certo distacco le attività manifatturiere (33.911) e dei servizi di alloggio e ristorazione (28.038). Ma è soprattutto nei servizi alle imprese che, in termini relativi, l’incidenza degli immigrati imprenditori sul totale settore è più elevata (l’11,25% delle imprese registrate, per quasi 19.000 iniziative), anche se a breve distanza troviamo ancora commercio (10%) e costruzioni (9,3%). A livello regionale l’incidenza delle imprese extra UE sull’intero tessuto produttivo raggiunge punte superiori all’8% in Toscana (9,1%), Liguria (8,6%) e Lombardia (8,1%) mentre su scala provinciale oltrepassa il 10% a Prato (22,6%), Reggio Emilia (11,2%), Firenze e Trieste (11%). Ma le imprese immigrate extra Ue sono in espansione praticamente in tutte le regioni italiane, con tassi di crescita, nel 2013 rispetto al 2012, a doppia cifra nel Lazio (+10,4%; +4.192 imprese in valori assoluti) e in Campania (+10,5%; +2.492 imprese)”.