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Invasi da videopoker e slot machine. I cattolici alla guerra santa

Invasi da videopoker e slot machine. I cattolici alla guerra santa
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I numeri del virus romano: 718 sale aperte con 50 mila giochi e una spesa pro capite di 1200 euro l’anno. Un giro d’affari che in due anni è triplicato. Il sociologo Maurizio Fiasco: “Il gioco si alimenta sulla povertà”. E all’università Lateranense scatta l’allarma rosso contro il gioco d’azzardo e gli effetti che ha sull’economia delle famiglie. Si armano l’arcivescovo Filippo Iannone, il presidente della fondazione Salus, Carmine Recchia e il presidente della Caritas monsignor Enrico Feroci. LA GALLERY
Invasi da videopoker e slot machine. I cattolici alla guerra santa

“Vite in gioco ai tempi della crisi. Gioco d’azzardo, indebitamento e usura” è il titolo del convegno organizzato dalla diocesi di Roma per sabato 23 novembre all’Università Lateranense (Aula Pio XI, ore 9.30). L’incontro, rivolto soprattutto agli animatori delle comunità parrocchiali, è promosso dalla Caritas diocesana di Roma, dal Centro diocesano per la pastorale familiare del Vicariato, dalla Fondazione antiusura Salus Populi Romani e dall’Azione Cattolica di Roma.
Il convegno verrà aperto dall’arcivescovo Filippo Iannone, vicegerente della diocesi di Roma, e vedrà nella prima parte gli interventi del sociologo Maurizio Fiasco – “Il tempo dell’azzardo. Impatto sull’economia e sul capitale sociale familiare” – e di monsignor Carmine Recchia della Fondazione Salus Populi Romani – “Il gioco d’azzardo visto da vicino” -. La seconda parte del convegno sarà dedicata alle proposte operative e alle esperienze pastorali con gli interventi del presidente dell’Azione cattolica di Roma, Benedetto Coccia – “Mettiamo in gioco la vita senza azzardo” – e dell’addetto del Centro per la pastorale familiare del Vicariato, Luca Pasquale – “«Mamma mi compri…?». Educare all’uso del denaro evitando sprechi e dipendenze” -. Le conclusioni (ore 12.30) saranno affidate al direttore della Caritas diocesana  di Roma, monsignor Enrico Feroci.

Maurizio Fiasco, che metterà in evidenza il quadro socio-statistico del fenomeno, anticipa: “Il gioco d’azzardo è il “colpo di grazia” per molte famiglie che vivono la crisi proprio perché il sistema gioco si alimenta sulla povertà, sul peggioramento delle condizioni economiche e sulla manipolazione emotiva di quanti sono già stritolati nella morsa della speculazione selvaggia e dal debito”. Un sistema che rischia di generare una spirale sempre più drammatica perché con l’aumento dell’offerta di giochi aumentano anche i giocatori e crescono coloro che diventano patologici.
Una conferma di tale tendenza arriva anche dai dati sul fenomeno pubblicati dal Centro italiano di solidarietà (Ceis), secondo cui a Roma si è passati da una spesa pro-capite per il gioco di 500 euro, nel 2004, ai 1.200 euro nel 2011. Cifre preoccupanti per la Capitale emergono anche dalla rilevazione Open Data sugli esercizi commerciali: sono 718 le sale giochi aperte nel territorio del Comune per un totale di oltre 50mila, tra videopoker e slot machine. Quindi dal 2012 al 2013 l’espansione è stata inarrestabile e, nel giro di 12 mesi, il numero di esercizi è quasi triplicato.