di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton
A Venezia, dove ha sede la Marsilio, storica casa editrice presieduta da Cesare De Michelis, le librerie continuano a chiudere. Non che nel resto d’Italia le cose vadano meglio… Nonostante il momento delicato, però, alla Marsilio (i cui soci sono il gruppo Rcs Libri, la famiglia De Michelis e la Fondazione di Venezia) si guarda al futuro. Affaritaliani.it ne ha parlato con il responsabile della narrativa Jacopo De Michelis.
Partiamo da un bilancio del vostro 2013 (vendite natalizie escluse, ovviamente): rispetto all’annata precedente il fatturato è in calo?
“Considerato il contesto tutt’altro che facile, è stata un’annata positiva. Abbiamo registrato una flessione del catalogo in linea con l’andamento generale del mercato, ma in compenso diverse novità hanno avuto esiti particolarmente positivi. Insomma, nel complesso possiamo dirci soddisfatti”.
Quali sono stati i titoli che vi hanno dato maggiori soddisfazioni?
“Nel corso dell’anno, i nostri titoli di maggior successo sono stati ‘Il bambino segreto’, quinto romanzo della serie di Erica Falck di Camilla Läckberg, che ha superato le 80.000 copie incrementando ulteriormente, nonostante la crisi, le già folte schiere dei fan italiani dell’autrice svedese, e ‘La mano’ di Henning Mankell, l’inaspettato ritorno in libreria del commissario Wallander, già 56.000 copie. Ci ha dato belle soddisfazioni anche una scommessa difficile e coraggiosa come ‘Il Signore degli Orfani’ di Adam Johnson, un romanzo molto letterario che, sospinto dalle recensioni entusiastiche e dalla vittoria del Pulitzer, è arrivato a circa 15.000 copie. Non c’è però solo il successo commerciale, meramente quantitativo, e, per esempio, siamo molto contenti dei lusinghieri riscontri critici raccolti da ‘A Chloe, per le ragioni sbagliate’ di Claudia Durastanti, così come dai romanzi di Fabio Viola e Giuseppe Lupo. Infine, siamo particolarmente orgogliosi di aver pubblicato un libro di grande valore civile e sociale come ‘Questo non è amore’, il reportage di denuncia sulla violenza contro le donne delle giornaliste della 27esima ora del Corriere.
Per accennare anche alla saggistica, ci siamo posti al centro del dibattito sui temi di attualità con titoli come ‘Il Berlusconismo nella storia d’Italia’ del professor Giovanni Orsina¸ ‘Intellettuali del piffero’ di Luca Mastrantonio e ‘Vaticano rapace’ di Massimo Teodori. E abbiamo pubblicato il fenomeno editoriale già esploso in Germania e Spagna, ‘1913’ di Florian Illies, magnifico affresco dell’anno che ha preceduto la Grande Guerra, che anche da noi sta diventando un successo del passaparola”.

Da quali libri, invece, vi aspettavate risultati migliori?
“Questo è difficile dirlo. Stieg Larsson a parte, che ha sempre ampiamente ecceduto le nostre più rosee aspettative, tendiamo a sperare ancora di più anche dai libri che vanno bene. Un autore di cui non siamo insoddisfatti, ma che ha di sicuro potenzialità incomparabilmente maggiori, è un autentico fuoriclasse come il danese Jussi Adler-Olsen. La sua serie della sezione Q, di cui in Italia sono usciti finora i primi tre romanzi, è una delle cose più forti e originali emerse negli ultimi anni nell’ambito della crime fiction internazionale e sta ottenendo un successo crescente in tutto il mondo (in Germania, per fare solo un esempio, l’anno scorso è stato in assoluto l’autore più venduto). Devo dire che finora, nei suoi confronti, critici e giornalisti italiani si sono dimostrati un po’ distratti”.
L’intera filiera del libro da ormai un paio d’anni è in difficoltà: voi quali “strategie di resistenza” avete adottato? Anche alla Marsilio si pratica la “spending review”?
“La situazione è indubbiamente difficile, la crisi ormai da tempo morde anche nel nostro settore. Certo, in periodi come questo delle strategie di contenimento dei costi sono necessarie e inevitabili, ma soprattutto bisogna continuare a guardare avanti con convinzione e fiducia, puntando ossessivamente sull’unica cosa che può permettere di navigare in acque così burrascose senza perdere la rotta: la qualità. Sforzarsi di pubblicare libri sempre più belli, selezionandoli con il massimo rigore e curandoli nel migliore dei modi sotto ogni aspetto, questa è la nostra principale ricetta anticrisi”.
E’ ottimista per una ripresa del mercato nei prossimi mesi?
“Non particolarmente… non sono un economista, ma non mi sembra che sia ancora in vista la luce alla fine del tunnel, temo che ci sarà da stringere i denti per un altro po’”.
E veniamo al vostro 2014: come ci ha raccontato nelle scorse settimane Patricia Chendi, arriverà il rilancio della Sonzogno… Anche in casa Marsilio ci saranno novità nella linea editoriale? E’ in programma il lancio di nuove collane?
“Nuove collane vere e proprie no, ma la tensione al rinnovamento rimane costante, e come ogni anno anche nel 2014 continueremo a proporre nuovi autori e titoli originali. In generale, punteremo molto sulla crime fiction, mirando a rafforzare, accanto alla fortunata sezione scandinava ‘Giallosvezia’, l’area dei noir e thriller italiani, dove proporremo, oltre a nostri autori come Costantini, Sarasso e Cacopardo, due esordi assai promettenti, ‘Il cerchio dell’odio’ di Massimo Galluppi e ‘Ovunque tu vada’ di Katia Tenti”.
Quali saranno i vostri titoli di punta l’anno prossimo?
“Nella prima metà del 2014, la nostra punta principale sarà il nuovo giallo di Camilla Läckberg, ‘La sirena’, che uscirà in marzo. Ma a gennaio proporremo anche ‘Brama’, il primo volume di una nuova serie thriller dal grande successo di un altro autore svedese, Arne Dahl. Ad aprile usciranno poi ‘Buoni e cattivi’, nuovo libro della premiata coppia Vittorio Feltri-Stefano Lorenzetto, e ‘Un paesaggio di ceneri’ di Elisabeth Gille, un intenso e struggente romanzo a sfondo autobiografico sulla tragedia della guerra e la forza dell’amicizia, scritto dalla figlia di Irène Némirovsky, che è un po’ il seguito ideale di ‘Suite francese’. Cominciamo ad aspettarci qualche bella sorpresa anche da ‘Corpi di Gloria’ della giovane Giuliana Altamura, in uscita a febbraio, un’opera prima che riecheggia toni e atmosfere di Bret Easton Ellis e Sophia Coppola sulla quale i primi riscontri che stiamo ricevendo sono davvero incoraggianti. Ma non si possono non citare anche nuovi autori che cominceranno a pubblicare con Marsilio l’anno prossimo come Francesco Durante, Licia Giaquinto e Luciana Capretti”.
E nella seconda parte dell’anno?
“Il programma è ancora in fieri, ma di sicuro ci saranno un nuovo libro di Gaetano Cappelli, il terzo e conclusivo volume della Trilogia del Male di Roberto Costantini, un altro romanzo della Läckberg, un’antologia di racconti dei migliori giallisti scandinavi che comprende anche un racconto inedito di un giovanissimo Stieg Larsson, di cui nel 2014 ricorre il decennale della morte, e uno splendido romanzo americano intorno al quale c’è grande attesa (uscirà a marzo negli Uusa), ‘Shotgun Lovesongs’ di Nickolas Butler, una sorta di ‘Grande freddo’ ambientato nel Midwest uno dei cui protagonisti è modellato su Justin Vernon di Bon Iver, amico d’infanzia dell’autore”.
E per quel che riguarda la saggistica?
“Le novità saranno tante, a partire da Massimo Teodori, che toccherà un altro tema importante nella società politica di oggi: i complotti. Avremo poi due volumi di altrettanti protagonisti della vita imprenditoriale italiana e internazionale: Gianfelice Rocca e Giuseppe Recchi. Ci attendiamo ottimi risultati da due giovani emergenti: David Allegranti, che scriverà su ‘L’Italia di Renzi’ e Annalisa Chirico che con ‘Siamo tutti puttane’ affronterà la spinosa questione del moralismo. Altre novità degne di nota saranno ‘Cattolici e violenza politica’, un saggio di Guido Panvini in uscita a gennaio che non mancherà di suscitare riflessioni e polemiche. E ancora ‘La piazza’ del grande urbanista Marco Romano e un nuovo volume di Carlo Ossola sulla letteratura italiana”.
Negli anni scorsi siete stati protagonisti con Stieg Larsson e il boom dei thriller scandinavi. Come per tutte le mode editoriali, è poi arrivato il rallentamento. Oggi, nell’ambito della narrativa, quali nuove tendenze vede avanzare?
“Un fenomeno come quello di Stieg Larsson è probabilmente irripetibile, ma il ‘giallo che viene dal Freddo’ – anche se negli anni scorsi la proliferazione incontrollata sui banchi delle librerie di titoli e autori non sempre di qualità ineccepibile non gli ha certo giovato… – a nostro parere è un filone ancora fecondo e vitale, su cui infatti continuiamo a scommettere. Ultimamente vedo un susseguirsi di mode più o meno effimere e passeggere o artificiosamente costruite (dalle trilogie erotiche, ai romanzi dal titolo ortofrutticolo, alla cosiddetta letteratura ‘afropolitan’…), ma vere e proprie nuove tendenze, no, non mi pare che se ne scorgano all’orizzonte. Negli anni scorsi c’è stata un’affermazione delle ‘storie vere’ romanzate (Geda, Ervas ecc.), ma, senza ovviamente nulla togliere alla qualità dei testi, è accaduto in gran parte per motivi extra-letterari, grazie al trampolino offerto dalla televisione che da noi è assai poco interessata ai libri ma in compenso sempre affamata di ‘personaggi’. Di recente, si è poi (ri)cominciato a parlare molto di auto-fiction, ma si tratta di un filone la cui effettiva consistenza editoriale, soprattutto laddove gli autori non siano già noti, è ancora tutta da dimostrare”.
