Se giugno non è stato un mese caldo dal punto di vista meteorologico lo è tuttavia dal punto di vista del lavoro. Gli ultimi dati sull’economia laziale fanno accapponare la pelle mentre non passa settimana senza un’agitazione sindacale o un corteo. E i romani così si sono abituati a star in fila, in macchina, nel traffico, fuori da musei incredibilmente chiusi.
E se i romani si turano il naso e si preparano ad un’altro giorno di sciopero, con metro e bus a singhiozzo per lo sciopero di 24 ore indetto per i dipendenti Atac dal Sindacato Unitario Lavoratori, ai turisti è andata di traverso l’ennesima chiusura inaspettata del Colosseo che domenica mattina ha di nuovo inaspettatamente chiuso i battenti per qualche ora. In migliaia in attesa sotto il sole mentre il serpentone all’ingresso raggiungeva via Labicana.
Imbufaliti e incapaci di comprendere come il monumento simbolo di una città potesse rimanere chiuso. Spiegar loro che era in corso un’assemblea sindacale indetta dal sindacato Flp per i dipendenti del Ministero dei beni culturali non acquietava sicuramente gli animi. Così con i lavoratori dell’area archeologica chiusi in riunione per rivendicare il pagamento di salari e contro turni di lavoro giudicati massacranti, in tanti hanno aspettato sotto il sole che il Colosseo e il Foro Romano e il Palatino riaprissero i cancelli.
Neppure sopita una polemica con richieste di intervento a sindaco e ministro che hanno chiesto tempo e soldi per risolvere la vertenza, ecco servito il nuovo sciopero: chiuse biblioteche ed archivi nazionali dalle 8.30 alle 12.30. Mentre venerdì sarà il turno dei musei archeologici.
A completare la giornata di agitazione sindacale ci pensano gli autoferrotranvieri. É iniziato il quarto sciopero in un mese: salve le fasce di garanzia ma bus, filobus, tram, metro e ferrovie regionali a rischio dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. L’Amministrazione capitolina ha disposto il libero transito nelle zone a traffico limitato del Centro e Trastevere nel corso della giornata per ridurre i disagi.

