“Sono uscito dall’esperienza di sindaco di Roma piu’ povero di prima: ho dovuto vendere una casa e contrarre un mutuo perche’ il Pdl non mi ha aiutato nella campagna elettorale”. Lo ha detto l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, parlando a ‘Porta a porta’ dell’inchiesta sulla mafia nella capitale e ammettendo che la sua fondazione ‘Nuova Italia’ ha ricevuto “complessivamente 75 mila euro tutti dichiarati e tracciati, dal Consorzio di cooperative” guidato da Salvatore Buzzi considerato dalla procura il braccio economico del boss Massimo Carminati. Elencando le spese della sua campagna elettorale per la tentata rielezione a sindaco, Alemanno ha riferito di aver speso due milioni di euro, di cui 1,5 milione di finanziamenti e 500 mila euro di debiti personali”. L’ex primo cittadino ha infine precisato che “i contributi alla mia fondazione sono contributi per attivita’ assolutamente lecite. Il contatto principale tra questa realtà e il Comune non era Carminati, ma Buzzi, principale rappresentante della Lega delle cooperative a Roma, è stato cresciuto dalla sinistra e ha raggiunto la massima espansione con le giunte di centrosinistra”
“Io Carminati non l’ho mai conosciuto. Sapevo che era un ex detenuto, che aveva scontato la sua pena”. Lo ha detto l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, durante la registrazione di “Porta a Porta” negli studi Rai di via Teulada, a chi gli chiedeva se avesse conosciuto Massimo Carminati, ex appartenente al gruppo terroristico dei Nar, secondo l’inchiesta “Mondo di mezzo” a capo di un sodalizio mafioso nella Capitale. Quelli della sua area, ha aggiunto, “hanno avuto un percorso non solo diverso ma antagonista rispetto a quello nostro del Fuan – ha aggiunto – Con noi ragazzi del Movimento sociale c’era una conflittualità molto forte. La storia della destra romana – prosegue – non può essere assimilata alla storia di Carminati. Ci sono tantissimi giovani che hanno vissuto percorsi di legalità e non meritano di essere sporcati da questa storia”.
“Ho riposto fiducia in persone che, se le accuse fossero confermate, l’hanno tradita”, e quindi “avrei commesso l’errore di dare fiducia a chi non l’ha rispettata”. Lo ha detto l’ex sindaco riferendosi in particolare al suo ex capo segreteria, Antonio Lucarelli, all’ex ad di Ente Eur, Riccardo Mancini e all’ex ad di Ama, Franco Panzironi, Alemanno ha assicurato che “da loro mi sono sempre stati negati contatti strani o pericolosi, e questa cosa mi e’ stata assicurata anche quando usci’ un articolo dell’Espresso sui legami fra Carminati e l’amministrazione capitolina”. Tuttavia “questo non toglie la mia responsabilita’ politica di averli nominati”.
“C’è un’oggettiva debolezza della politica romana – dichiarato l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno – L’idea di un commissario sarebbe necessaria. Lo pensavo anche prima di questa vicenda – ha aggiunto – dopo questa vicenda credo convenga a tutti dire ‘Fermiamoci’. Ci vuole un’autoscioglimento del Consiglio comunale, uno scioglimento politico insomma”.
