Ci si poteva mettere la mano sul fuoco: senza gli aumenti i conti non sarebbero quadrati. E allora ecco l’elenco delle misure che andranno ancora una volta a pescare dalle tasche dei cittadini. Trasporto scolastico, nidi, musei, cimiteri e ztl: il via libera è arrivato giovedì sera in aula Giulio Cesare, dove il consiglio comunale ha approvato la delibera propedeutica numero 56/2004. Un numero che nasconde una serie di rincari alle tariffe che riguardano, in particolare, i servizi a domanda individuale.
A partire da quelli che interessano i giovani cittadini: dal prossimo anno scolastico per il trasporto scuolabus non ci sarà più la tariffa unica di 11 euro al mese ma piuttosto una modalità “scalare” a seconda del reddito: chi ha un Isee compreso fra i 5mila e i 15mila euro pagherà 20 euro, sopra i 30mila diventeranno 50. Confermate, invece, le esenzioni per bambini con handicap e per chi ha un reddito inferiore ai 5mila euro. Anche gli aumenti per i nidi comunali saranno diversificati in base al reddito annuale Isee e si terrà conto dell’aggiornamento Istat, che andrà a incidere in tre scaglioni separati, a partire dall’anno scolastico 2014/15, in particolare su chi guadagna più di 10mila euro. Le fasce più deboli, ossia sotto i 10mila euro, avranno agevolazioni: sconti del 30% per le famiglie con due figli ed esenzione a partire dal terzo figlio iscritto.
A tamponare le esigenze di bilancio provvederanno anche i cittadini e i turisti che consumano cultura: il biglietto di ingresso nei musei comunali aumenterà di 1 euro per i residenti e di 2 euro per i non residenti.
Poi, sfidando la scaramanzia, i consiglieri capitolini hanno ficcato il naso pure nei costi necessari per assicurarsi una degna sepoltura. Chi vorrà essere sepolto in prima fila dovrà sborsare, o meglio far sborsare agli eredi, 30 euro in più. E visto che sono aumentate le cremazioni, come non andare a battere cassa pure lì: l’operazione per i residenti costerà 331 euro, quattro in più rispetto a prima, mentre passerà da 473 a 479 euro per chi non è romano ma vuole assicurarsi il riposo eterno nella capitale.
Per quanto riguarda le tariffe della ztl, l’Assemblea capitolina ha solo ratificato i cambiamenti apportati già dalla giunta e già in vigore dal 30 aprile. Il costo medio del permesso per un’auto di media cilindrata, valido per cinque anni, prima era di 94 euro, mentre ora è differenziato in base alla zona: per il centro storico si pagano 1.216 euro, per Trastevere 716, per San Lorenzo 266, invariata la tariffa per la ztl per Testaccio.
Le misure non piacciono ai sindacati Cgil, Cisl e Uil che vanno all’attacco: “Non ci siamo. Davvero non ci siamo. Nonostante le sollecitazioni, le numerose richieste di confronto avanzate negli ultimi mesi, il continuo insistere sulla necessità che nella manovra di bilancio venissero considerati con priorità temi come il fisco, il welfare, gli investimenti, l’erogazione dei servizi pubblici, il bilancio previsionale ormai in fase di approvazione, sarà un bilancio recessivo e molto lontano dal soddisfare le nostre aspettative, dal raccogliere, fatta eccezione soltanto per il patto antievasione, le nostre proposte”. Poi la promessa: “Non staremo di certo a guardare. Nei prossimi giorni daremo inizio a una fase di mobilitazione”.
La stangata non risparmierà nemmeno l’unico settore che traina l’economia romana, quello del turismo: dagli hotel di lusso alle camere in affitto. Via dunque al ritocco della tassa di soggiorno: per i cinque stelle si passa da 3 a 7 euro a notte a persona, 6 euro per i quattro stelle, 4 euro per i tre stelle e 3 euro per le strutture ricettive a una e due stelle. Per agriturismi e residenze turistiche alberghiere si pagheranno 4 euro al giorno a persona, 3,5 euro per bed&breakfast e affittacamere, altrettanto per case e appartamenti per vacanze e case per ferie. Gli aumenti, a partire dal primo settembre, porteranno nelle casse comunali entrate pari a 70 milioni di euro, che il prossimo anno a regime saranno 85-90, contro i 55 milioni dello scorso anno. La delibera approvata prevede anche un aumento dal 5 al 10% della quota del gettito da reinvestire su arredo urbano, decoro e promozione turistica, che per quest’anno varrà circa 7 milioni.
“La miopia con cui questa amministrazione si sta muovendo su un tema fondamentale per la città e per l’intero sistema Paese come quello del turismo continua a lasciarci sempre più perplessi con un sentimento che pervade la categoria che va dalla rabbia allo scoramento” tuona il presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli. “Come ‘compensazione’ di queste scelte scellerate non si fa nulla per migliorare la qualità dei servizi per i turisti che, in città, ricordano sempre più quelli di una capitale del terzo mondo: ultimi esempi, il blocco della metropolitana della scorsa settimana, la continua emergenza rifiuti, la situazione di degrado della stazione Termini e da ultimo la vicenda Teatro dell’ Opera e Caracalla che ha fatto il giro del mondo”.
