di Claudio Roma
Sono la vergogna di Roma, un monumento perenne all’incapacità di una città di avere strade dignitose, con l’aggravante di un’Amministrazione Provinciale che ha aperto cantieri infiniti, che non ha pagato le imprese e che non ha neanche ultimato i progetti. Ora le vie Ardeatina e Laurentina, croce di chi abita nel quadrante su di Rona diventano un problema nazionale.
Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, dopo essere stato in prima linea nella battaglia contro l’apertura della discarica alla Falcognana, ha presentato un’interrogazione al ministro dei Trasporto e delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, con la quale ricostruisce la stria infinita delle due strade e denuncia non solo i ritardi della Provincia ma anche la pericolosità di due arterie i cui tracciati originali sono sostanzialmente quelli di inizio secolo. Eccezione fatta per alcuni lavori di allargamento aperti dalla Provincia di Roma “a trazione Zingaretti” e mai conclusi.
Scrive Brunetta al ministro Lupi a proposito della Laurentina: “Negli ultimi 12 mesi i lavori sin sono bloccati dal chilometro 14 al chilometro 20, lasciando la strada in condizioni di grave pericolo e insicurezza.. e tale condizione ha provocato numerosi incidenti stradali alcuni dei quali anche mortali, oltre al susseguirsi di blocchi causati da frane”.
Identica la situazione sulla via Ardeatina dove i cantieri all’incrocio con via di Porta Medaglia, le rotatorie del Divino Amore e Santa Fumia e via di Pavona sono al palo. Quindi la denuncia: “L’Amministrazione provinciale di Roma – scrive l’ex ministro – ha ritardato i pagamenti previsti da capitolato, aggravando lo stato di incertezza delle ditte appaltatrici”.
L’affondo finale con la richiesta di rispetto del Codice della Strada, chiarimenti sui tempi di completamento dei cantieri e un’informazione puntuale ai residenti, soprattutto visto che nella zona di Santa Palomba il Comune di Roma ha in animo l’approvazione di un piano di zona da cinquantamila abitanti. In pratica 50 mila prigionieri di strade che non ci sono.
