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Le babysitter diventano imprenditrici. Le Cicogne, ecco l’app “salva-genitori”

Tre ragazze romane si sono inventate un servizio web per rivoluzionare il mondo dell’assistenza all’infanzia. Per mettersi in contatto con una persona referenziata che si occuperà dei vostri pargoli ora basta un “clic”

di Alberto Berlini

Sono tre ragazze, hanno meno di trent’anni e tanta voglia di fare. Un’altra cosa che hanno in comune è un passato da babysitter, ma ora sono delle imprenditrici. Monica, Valentina e Giulia, sono loro tre il corpo e le menti di “Le Cicogne” il nuovo servizio che promette di rivoluzionare il mondo dell’assistenza all’infanzia.
Immaginiamo di avere una cena e non sapere a chi affidare i propri pargoli. Basterà un “tap” sul telefonino per avere a disposizione un elenco di babysitter qualificate disponibili a prendersi cura dei bambini. “Ci bastano 3mila euro e quello che è solo un sogno sarà realtà” assicura Monica Archibugi che ad Affaritaliani.it ha raccontato come è nato il progetto.

“Era il 2006, facevo la babysitter per pagarmi gli studi, ma avevo troppe richieste e così mi facevo aiutare dalle mie amiche. Poi anche loro non bastavano più per il giro di “clienti”. Alla fine giravo con un quaderno che era diventata una sorta di agenda. Da impazzire”.
Posso solo immaginare la quantità di richieste… quindi “le cicogne” nasce tra i banchi dell’università?
“L’idea si, ma aveva bisogno ancora di maturare. Nel frattempo usavo Facebook per coordinare il servizio. Oramai la voce si era sparsa e passavo le giornate al telefono a coordinare quello che era già diventata una squadra. Poi mi sono iscritta all’Innovaction Lab, un corso interfacoltà che permette ai giovani di acquisire le capacità necessarie presentare un progetto innovativo agli investitori. E’ qui che conosco Giulia Gazzelloni, insieme vinciamo il terzo premio e decidiamo di portare avanti il progetto”
Correva l’anno…
“Ottobre 2012. Ma ancora ci mancava la parte tecnica, e qui troviamo Valentina Tibaldo che diventa socia e responsabile dell’area web. A dicembre 2012 vinciamo il bando per entrare nell’acceleratore di imprese Luiss-Enlab e arrivano i primi investimenti”.
E qui che le cicogne inziano a volare…
“Sì, il servizio piace sempre di più, mettiamo online il sito da cui ora si possono fare le richieste per tutti i nostri servizi. Dalla richiesta di una babysitter, al babytaxi per accompagnare i bambini da scuola a casa o ad appuntamenti ricreativi, e anche il “tutoring” per le lezioni private”.
Un servizio completo in cui voi fate da intermediarie, quindi?
“Esatto, quello che abbiamo creato è una sorta di database per far incontrare la domanda e l’offerta. Ragazze e ragazzi dai 18 ai 30 possono iscriversi e proporsi come “Cicogne” o “Cicogne blu” (per gli uomini). Tutti verranno valutati in un colloquio conoscitivo e poi i loro dati vengono caricati nel sistema”.
E questa è l’offerta…
“Esatto, ogni qualvolta un genitore vuol fare una richiesta basta che si colleghi al sito www.lecicogne.net per inserire una richiesta ed entrare in contatto con la cicogna”.
Perdonami, ma voi dove ci guadagnate?
“Per l’iscrizione al servizio chiediamo una quota fissa di 15 euro. Le richieste invece sono gratuite, ma offriamo servizi extra a pagamento, come l’assistenza telefonica e la gestione dei last minute…”
Quindi l’obiettivo è avere sempre più iscritti…
“Esatto, attualmente ogni mese ci sono un centinaio di cicogne attive, ma le richieste sono sempre maggiori della nostra offerta, per cui iscrivetevi, iscrivetevi, iscrivetevi… anche perchè non tutte/i sono sempre disponibili”
Il prossimo passo?
“Ora sono in viaggio verso Milano, dopo aver lanciato il nostro servizio a Roma cerchiamo un “nido” anche al nord. Il prossimo obiettivo è la App per garantire un servizio sempre più geolocalizzato e immediato. Ci servono 3mila euro e per questo abbiamo lanciato un appello sulla piattaforma italiana di crowdfunding eppela.com
In bocca al lupo… anzi, buon volo