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Le Patè de la Maison. Pino fa rima con Sabrina

Le Patè de la Maison. Pino fa rima con Sabrina
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L’attore ad Affaritaliani.it: “Lavorare con Sabrina è un grande onore…. ma anche un piacere”. In scena al Brancaccio sino al 18 maggio. Regia di Maurizio Micheli
Le Patè de la Maison. Pino fa rima con Sabrina

“Esibirmi al Brancaccio è un po’ come tonare nell’utero materno, è qui che ho fatto le mie prime esperienze con il mio maestro Gigi Proietti”, così l’attore e regista civitavecchiese Pino Quartullo racconta ad affaritaliani.it alla vigilia del debutto di Signori, Le Pate’ De La Maison!  Dall’8 al 18 maggio al Teatro Brancaccio di Roma.
L’opera tratta da “Le Prenom” di Matthieu DeLaporte e Alexandre De La Patelliere va in scena con l’adattamento di Carlo Bucirosso e Sabrina Ferilli, la regia è affidata a Maurizio Micheli che assieme a Quartullo sono anche i protagonisti della commedia.  
“Lavorare con Sabrina -spiega Quartullo- è un grande onore, ma anche un piacere. Sul palco c’è grande serenità e feeling, tant’è che a volte ridiamo assieme al pubblico per quanto siamo rilassati e coinvolti”. Signori, Le Pate’ De La Maison! è una commedia brillante, a tratti grottesca dai risvolti amari che porta i protagonisti alla consapevolezza che, finita la cena, niente sarà più come prima. Un gruppo di famiglia in un interno, o meglio, l’interno di un gruppo di famiglia. Una cena in famiglia con marito, fratello, cognata e amico del cuore, nel calore delle mura domestiche, il profumo del cibo che con amorosa pazienza la padrona di casa prepara fin dal primo mattino aiutata dalla madre esperta e pignola, l’annuncio di un imminente lieto evento e il nome da scegliere per il nascituro, la voglia e il piacere di stare insieme, di dirsi tante cose non dette e forse tenute dentro per anni. “In questi periodi di crisi il cibo è rimasto una delle poche consolazioni delle persone. Vediamo reality tv sul cibo, libri e guide dedicate ai fornelli e noi -racconta l’attore- abbiamo portato i piatti a teatro. Nello spettacolo contrariamente ai classici atti aristotelici, ad ogni portata che scorre corrisponde un colpo di scena. Il cibo diventa una sorpresa”.
Uno scherzo innocente e goliardico può rivelare realtà inaspettate ed imbarazzanti e allora anche la più gustosa delle pietanze come il paté che dà il nome al titolo può cambiare sapore e diventare un vero pasticcio, anzi, un pasticciaccio.