Mille scuole perdono la testa tutte insieme per un giorno. E’ il giorno della marcia dei presidi per dire no ai tagli imposti alla spending review che taglia le loro retribuzioni, colpendo i fondi per la retribuzione aggiuntiva. Mario Rusconi, storico preside romano e leader dell’associazione-sindacato Anp (associazione nazionale presidi), sceglie affaritaliani.it per spiegare i motivi della protesta che porterà almeno mille capi d’istituto prima al sit-in davanti al Ministero e poi al confronto con i parlamentari in piazza Montecitorio.
“In un’orgia di spending review si vanno a tagliare i cespugli produttivi della scuola e non i rami della corruzione. Avevamo firmato un accordo col Ministero che prevedeva una retribuzione aggiuntiva di circa 300 euro al mese per quei presidi chiamati a gestire la cosiddetta “reggenza”, cioè un secondo istituto che però ha studenti, sede e tutti i problemi di una scuola ordinaria. Invece hanno deciso di toglierci questi soldi”.
Professor Rusconi, il Paese è in crisi. Questa protesta per 300 euro e che tra l’altro non coinvolge tutti i responsabili degli istituti, ha il sapore delle difesa di una rendita di posizione. O no?
“Noi non difendiamo nulla se non il riconoscimento della professionalità. Oggi un preside guadagna 2.200-2.300 euro e, al contrario dei professori, non ha orario. Il successo di una scuola dipende dalle capacità di un preside di organizzarla, di costruire progetti. Le dico anche che noi non difendiamo nessuno: anzi, se qualche famiglia nota che nella scuola dei figli c’è una latitanza del capo d’istituto lo denunci pure. Anche se è un nostro iscritto”.
Incontrerete il Governo?
“No, abbiamo un appuntamento con alcuni parlamentari per spiegare loro la situazione. Tagliano i soldi ai presidi e poi i consigli regionali danno il vitalizio ai consiglieri con 45 anni. E Matteo Renzi non ci venisse a dire che si possono licenziare i dirigenti dello Stato perché non hanno superato un concorso. I presidi ne hanno fatti e superati due, il primo è da professori. Certo se questo è Il Governo che vuole investire sulla scuola per creare le future generazioni…”.

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LA PROTESTA. Il professor Mario Rusconi, leader dell’associazione nazionale che riunisce 8mila capi d’istituto, sceglie affaritaliani.it per spiegare i motivi della “marcia” dei presidi contro i tagli: “In un’orgia di spending review si vanno a tagliare i cespugli produttivi della scuola e non i rami della corruzione”. Il meeting con i parlamentari per spiegare le ragioni e il valore della scuola per le future generazioni. LA GALLERY


