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Lotito beffa Diabolik e gli ‘Irriducibili’. Le minacce costano care agli ultras: condannati

Lotito beffa Diabolik e gli ‘Irriducibili’. Le minacce costano care agli ultras: condannati
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Condannati per tentata estorsione quattro ex ultra’ della curva Nord tra cui il noto Fabrizio Piscitelli. Secondo il Tribunale avrebbero cercato di far cedere il club a una cordata sponsorizzata dall’ex bomber biancoceleste Giorgio Chinaglia
Lotito beffa Diabolik e gli ‘Irriducibili’. Le minacce costano care agli ultras: condannati

Con sette condanne e un’assoluzione si e’ chiuso il processo per le minacce che il presidente della SS Lazio, Claudio Lotito, subi’ qualche mese dopo aver acquistato il club (giugno 2004) affinche’ cedesse il pacchetto azionario a una cordata sponsorizzata dall’ex bomber biancoceleste Giorgio Chinaglia. I giudici della sesta sezione penale del tribunale di Roma, al termine di una lunga camera di consiglio, hanno deciso di condannare per concorso in tentata estorsione i quattro ex ultra’ della curva Nord, Fabrizio Piscitelli (3 anni e 2 mesi), Iuri Alviti (3 anni e 2 mesi), Fabrizio Toffolo (3 anni e 6 mesi) e Paolo Arcivieri (2 anni e 2 mesi) e poi Giuseppe Bellantonio (2 anni e 2 mesi) e Fabio Di Marziantonio (1 anno e 6 mesi). La pena, piu’ alta (4 anni e 2 mesi), e’ pero’ toccata a Guido Carlo Di Cosimo, condannato anche per il reato di aggiotaggio informativo.

Assolto invece Bruno Errico, nei cui confronti i pm avevano sollecitato una condanna a 3 anni e mezzo di carcere. Gli imputati sono stati anche condannati a risarcire in sede civile il presidente della Lazio Claudio Lotito, nonché lo stesso club biancoceleste. La sentenza è stata contestata dagli imputati e dai loro amici e familiari presenti in aula: “Buffoni – hanno gridato – La giustizia è morta. Il tribunale e lo Stato sono corrotti”.

Secondo la ricostruzione dei pm Rocco Fava, Vittoria Bonfanti ed Elisabetta Ceniccola, gli imputati Piscitelli, Arcivieri, Alviti e Toffolo avrebbero compiuto una “campagna” intimidatoria e di pressioni su Lotito finalizzata a fargli cedere il club ad un gruppo farmaceutico ungherese che sarebbe stato interessato all’acquisto e di cui Chinaglia sarebbe stato il portavoce.
Dello stesso gruppo che sponsorizzava la cessione facevano parte anche Di Cosimo, Bellantonio ed Errico. L’ex bomber della Lazio era anche lui imputato nello stesso procedimento e nei suoi confronti il tribunale ha dichiarato il non luogo a procedere per morte del reo, essendo deceduto nell’aprile 2012 negli Stati Uniti.
Agli imputati, a seconda delle posizioni, si contesta di aver cercato di agevolare l’operazione di vendita attraverso continue e pesanti minacce nei riguardi di Claudio Lotito e di sua moglie. Minacce estese anche alle persone appartenenti all’entourage di Lotito e anche impegnate nelle attività parallele curate dal club biancoceleste. La decisione del collegio è stata contestata anche dall’avvocato Marco Marronaro, difensore di Piscitelli: “E’ una sentenza ridicola – ha detto – I giudici hanno dato il minimo della pena, voglio proprio vedere come sapranno motivare l’inutilizzabilità di queste telefonate che avrebbero messo in discussione l’impianto accusatorio. Nel processo di appello ne riparleremo”.