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Marchini prepara le elezioni. Marino ha i giorni contati

Riparte con largo anticipo, come accaduto nel 2013, la campagna “a tutto cuore” di Alfio Marchini. Avvio con i numeri sul taglio dei trasporti pubblici e avanti sino alla caduta del sindaco. La spinta viene dell’accordo con Forza Italia su un programma civico che dichiara Roma città in emergenza economica e sociale

di Fabio Carosi

Se ne accorgerà anche Ignazio Marino vedendo i manifesti che si preparano a campeggiare in città: è ufficialmente aperta la campagna elettorale per il Comune di Roma e a dichiarare “virtualmente” conclusa l’esperienza del sindaco-chirurgo è l’oautsider Alfio  Marchini.
L’annuncio arriva dal suo “canale preferito”, quel profilo facebook da quale negli ultimi tempi ha intensificato le sue incursioni contro l’amministrazione di centrosinistra. Giovedì 13 il post con tanto di manifesto col cuore e il claim: “Roma con Alfio Marchini” e l’annuncio: “Oggi, come promesso, parte la nostra campagna che sarà sempre più visibile nelle prossime settimane.
Nel suo quartier generale itinerante è partito l’ordine di ripartire con la dichiarazione d’amore per la città, secondo lo stesso modello/schema che ha accompagnato la campagna elettorale del 2013 che, da zero consensi, lo ha portato al 12 per cento, trasformandolo nell’elemento più interessante della competizione. Partenza lenta e crescita progressiva della dichiarazione d’amore, sino ad essere visibile in ogni parte dell’Urbe. Già per primo, spettatore dello scontro tra Alemanno e Marino, aveva utilizzato il cuore per far sedimentare nei cittadini l’immagine, sentendo profumo di elezioni anticipate, ora torna nelel piazze e nelle strade con largo anticipo.
In Campidoglio con 2 seggi, Marchini ha usato la pratica attendista, gridando per mesi che le due emergenze, quella economica e quella sociale, sarebbero emerse in tutta la loro gravità. Aveva azzeccato tutto, tranne che gli amici di in tempo del Pd, riuscissero a tenere in piedi un sindaco bizzarro al quale la satira-verità de Le Jene ha dato l’ultimo colpo mortale in tema di credibilità, gettando l’intera città e i partiti che lo sostengono letteralmente nel ridicolo.
E dunque “Alfio il bello” rioccupa per primo il terreno politico elettorale, puntando tutto sui numeri. Si parte con 54 linee di bus soppresse in 7 mesi e 6,3 milioni di chilometri di servizio che non ci sono più. Praticamente l’equivalente di una città di provincia come Latina.
E se Marchini scalda i motori c’è un chiaro significato politico: l’accordo con il “destra-centro” di Forza Italia è sancito. Lui correrà come sindaco con l’appoggio “civile” di chiunque vorrà abbracciare il programma che gli ha regalato il 12 per cento nel 2013. Vista la debolezza di Marino e del Pd che l’ha sostenuto e l’umore di romani, pronti a cambiare cavallo con estrema facilità, c’è da aspettarsi che la partita si giochi col Cinque Stelle. Basta guardare i risultati del ballottaggio per capire che per Marino si tratta di un vero intervento “a cuore aperto”.