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Marino alla “guerra dei rom”. Amnesty: “Violati i diritti umani”

Sgomberato il campo abusivo di via Salviati. Le ruspe abbattono la baraccopoli mentre le forze dell’ordine hanno scortato fuori dall’area oltre 70 famiglie. Puntuale la protesta delle associazioni: “I villaggi di solidarietà sono dei ghetti, mentre loro avevano chiesto di integrarsi”. Ma il sindaco incassa il sostegno di Tersigni: “Ma quale integrazione, portano solo furti di rame e roghi tossici”. LA GALLERY

Erano fuggiti dal Villaggio di Castel Romano e da giugno si erano installati in via Salviati. In appena tre mesi era sorto un insediamento abusivo con tanto baracche che  ospitava ben 35 famiglie, incuranti delle ordinanze di sgombero che erano state già avviate poco prima di ferragosto. Alle prime luci del mattino l’azione delle forze dell’ordine che ha riportato la legalità, scatenando però le proteste della associazioni che parlano di diritti umani violati.

L’azione di forza era stata decisa dal Campidoglio con l’ordinanza numero 184 firmata dal sindaco Ignazio Marino il 5 agosto che prevedeva: “il trasferimento immediato di persone e cose dall’insediamento abusivo di nomadi sito in via Salviati e il loro ricollocamento presso il villaggio della solidarietà di Castel Romano”. A quest’ordinanza le famiglie rom avevano risposto con una lettera aperta in cui dichiaravano la loro volontà di integrarsi con la società e di non voler vivere in un “ghetto”.
Ma i successivi incontri/scontri tra i rappresentati di comunità e amministrazione hanno portato ad un nulla di fatto, e così alle 7.15 circa 70 uomini tra agenti della Polizia Municipale, Polizia di Stato e Carabinieri hanno dato il via alle operazioni di sgombero e bonifica dell’area. I vigili del Gruppo Sicurezza Pubblica e Emergenziale, coordinati sul posto dal vicecomandante Antonio Di Maggio, hanno accompagnato sessanta nuclei familiari di etnia Rom fuori dal campo abusivo mentre le ruspe  .
Contro l’azione di forza si sono schierate sia Amnesty International Italia che le Associazione 21 luglio e ERRC: “lo sgombero forzato di oggi non rispetta gli standard e le garanzie procedurali previste dalla normativa internazionale”. Sarebbe mancata un reale confronto con la comunità, mentre i ‘Villaggi della Solidarietà’ non costituirebbero secondo le associazioni un’alternativa adeguata, poiché “condurre la propria vita all’interno di detti insediamenti compromette la fruizione di diritti imprescindibili sociali ed economici e condiziona fortemente la vita dei suoi abitanti, spesso anche in dispregio dei diritti umani”.
Una vera e propria violazione dei diritti umani mette l’azione dell’amministrazione Marino sullo stesso piano della precedente gestione dell’emergenza rom condotta quando al Campidoglio sedeva Gianni Alemanno. La polemica come sempre accade in questi casi è aperta e subito arriva la presa di posizione di Stefano Tersigni della lista civica ‘Roma Capitale è Tua’: “Le associazioni che oggi parlano di violazione dei diritti umani davanti allo sgombero di un campo nomadi abusivo come quello di via Salviati farneticano. Parlassero di violazione delle norme della civile convivenza davanti agli innumerevoli furti di rame, roghi di cavi e reati vari commessi da questa gente a danno dei romani”.