di Claudio Roma
Forse perché il sindaco è un genovese; forse perché alcuni assessori sono come marziani a Roma. Fatto sta che Roma Capitale si dimentica del compleanno della città. Ben 2767 anni di storia Ab urbe condita che sul sito istituzionale comune.roma.it sono ridotti a un evento della sottosezione “Cultura, eventi, tempo libero.
E anche lavorando sul motore di ricerca del web “alla Ignazio Marino”, non c’è traccia di un calendario dei programmi, di una cerimonia. Rari segni si, ma del passato, quando sotto la Giunta Alemanno, gladiatori e vestali ci mancava poco che fossero in Giunta. Sembra passata una vita da quando il compleanno dell’Urbe veniva celebrato nel fasto. Invece, dopo appena un anno, il compleanno della città si è ridotto ad “un evento del tempo libero”, curato da una onlus di patiti della rievocazione storica che è riuscita nel “miracolo” di far convergere a Roma, in via dei Fori Imperiali, ben 42 associazioni in rappresentanza di 9 paesi europeei per un evento che potrebbe far morire d’invidia chi governava prima.
Un legione di 1600 tra gladitori, centurioni, ancelle e servi che cade nel bimillenario della morte di Augusto e che vedrà nella serata uno spettacolo multimediale ideato e condotto da Paco Lanciano e Piero Angela. La parata, poi, è supervisionata dalla Direzione generale delle Antichità del ministero dei Beni Culturali e dal Dipartimento di Scienze storiche dell’Università di Tor Vergata. Per l’affluenza la stima è di oltre 200 mila persone.
Non disperino gli amanti della storia: lo spettacolo di Piero Angela sul sito del Comune c’è: ma solo perché presentato alla stampa estera dallo stesso Angela e dall’assessore alla Cultura Flavia Barca. Che poi una serata cade nel giorno del compleanno della città, è cosa secondaria. A Roma non c’è più spazio per i gladiatori.

Seguici su
Sul sito istituzionale del Comune di Roma non c’è traccia del compleanno della città. La sfilata d’epoca di 1600 persone per i 2767 anni di storia della città eterna nascosta nella sottosezione “tempo libero”. “Salvo” il bimillenario di Augusto

