“Sono sconvolto. C’e’ amarezza e rabbia”: il premier Matteo Renzi ha annunciato di aver commissariato il partito di Roma, a seguito dell’inchiesta su mafia capitale e di aver chiamato Matteo Orfini per fare chiarezza su quanto successo. La decisione è arrivata al termine della giornata di mercoledì, dopo che diversi esponmenti del partito avevano chiesto un intervento diretto.
Poi a Bersaglio Mobile su La 7 il premier ha preso posizione: “Non metto la polvere sotto il tappeto”, c’e’ stato il commissariamento del partito a Roma”. Quindi ha aggiunto: “Voglio che si vada a sentenza, voglio che chi e’ colpevole paghi. Di fronte alle vicende di malaffare e corruzione ognuno deve prendersi le sue responsabilità”.
Anche l’ex sindaco GIanni Alemanno ha scelto la televisione. Ospite di Porta a Poreta a sorpresa ha chiesto lo scioglimento del Consiglio Comunale: L’ipotesi di sciogliere il Comune di Roma e “di nominare un commissario oggi sarebbe necessaria, e la penso cosi’ gia’ da prima di questa vicenda”. Il consiglio comunale andrebbe sciolto, secondo Alemanno, “non per infiltrazioni mafiose ma perchè conviene a tutti per fermarsi un momento e riflettere” su “un’oggettiva debolezza della politica romana”. L’idea dell’ex sindaco e’ quindi quella di “un autoscioglimento”. E a proposito degli arrestatai Panzironi, Mancini e Lucarelli ha aggiunto: “La mia responsabilità è politica di averli nominati e quindi “paghero’ politicamente le conseguenze di cui mi faro’ carico”.

Seguici su
MAFIA CAPITALE. Il premier ha deciso di azzerarer la segreteria romana affidandola al presidente Matteo Orfini. In tv chiarisce: “Non metto la polvere sotto il tappeto… voglio che si vada a sentenza e che chi è colpevole paghi”. Intanto Alemanno chiede lo scioglimento del Comune: “Non per infiltrazioni mafiose ma perchè conviene a tutti per fermarsi un momento e riflettere”
