Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gallery » Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere

Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere

Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere
parma lazio
Gli uomini di Pioli ritrovano i tre punti dopo un mese e lanciano i celesti nella parte nobile della classifica. Il Napoli è a solo un punto, il terzo posto del Genoa a 3. Aspettando l’Atalanta sabato prossimo all’Olimpico. Per il Parma sono i tristi titoli di coda dell’era Ghirardi e forse anche quelli della panchina Donadoni
Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere
Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere
Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere
Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere
Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere
Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere
Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere
Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere
Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere
Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere
Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere
Mauri spegne il Parma. La Lazio torna a vincere


di Alberto Berlini

Un mese senza i tre punti, dopo la batosta dell’Olimpico con la Juventus e il passo falso ad Empoli prima e il vuoto pareggio di Verona, i biancocelesti ritrovano la vittoria al Tardini di Parma, in un giorno storico per i ducali di mister Donadoni. Il patron emliano Tommaso Ghirardi esce infatti di scena: imminente la cessione del club ad una cordata russo-cipriota per 7-8 milioni di euro, a cui bisogna aggiungere i debiti di una società sempre più ultima in classifica. In una giornata così difficile gli undici di Pioli spengono le velleità dei ducali che si vedono prima annullare un goal a Gobbi poi assistono impotenti alla rimonta biancoceleste dopo il momentaneo vantaggio di Palladino. Il due a uno finale per gli ospiti rilanciano i sogni europei della Lazio che vede il Napoli ad un solo punto, mentre tre punti separano i pigiamati dal Genoa sempre più terza forza del campionato dopo la vittoria con il Milan.
Il tabellino parla di un una gara scevra di emozioni ma ricca di polemiche che investono ancora una volta la terna arbitrale. Pioli si affida al tridente d’attacco formato da Djordjevic, Lulic e Felipe Anderson, mentre Donadoni schiera davanti al centrocampo a cinque Cassano e Palladino.

Pronti via e l’arbitro Guida deve mettere mano al cartellino. Lodi si becca il giallo per un tocco di mano che ferma l’attacco laziale proprio al limite dell’area. Sulla palla va il centrocampista argentino Biglia che centra il legno sopra la tesa di Iacobucci.
La posizione di Cassano fa male alla difesa biancoceleste, ed è proprio “fantantonio” ad inventare un tocco sul lancio di Palladino che lancia Gobbi in rete. Ma è il guardalinee a graziare Marchetti sventolando il fuorigioco del fantasista barese tra le proteste del Tardini.
Pressing dei padroni di casa ma sono i biancocelesti a trovare la via della porta con Iacobucci che si fa sfuggire al 19esimo un cross dalla destra e lascia la porta scoperta per De Vrij che riesce a centrare un difensore posizionato proprio sulla linea.
Il Parma sembra tutt’altro che una formazione ultima della classe e sfiora il goal del vantaggio con Costa che su azione da calcio piazzato impatta di ginocchio su un tiro-cross di Lucarelli ma il pallone si stampa sul legno sopra la testa di Marchetti.
Al 34′ un episodio che sarebbe potuto costar caro alla Lazio: cambio obbligato per Pioli che butta in campo Cana per Braafheid, infortunato al ginocchio dopo un duro contatto in area di rigore con Rispoli. La difesa celeste perde infatti stabilità e appena dopo un’occasione mancata da capitan Mauri in area ducale, sono i padroni di casa a trovare il vantaggio con Palladino. La rete di Marchetti si gonfia al 45esimo quando l’attaccante emiliano finalizza un cross perfetto di Santacroce bucando una non impeccabile copertura di De Vrij. Il pareggio celeste arriva ancor prima del duplice fischio. E’ l’ultima occasione del primo tempo quella che porta al goal di Mauri. Il capitano celeste sbuca alle spalle dei difensori e corregge sulla linea di porta la torre profonda di Biglia su un’azione tutta cuore iniziata da calcio piazzato.
Il goal in extremis da coraggio ai celesti che iniziano il secondo tempo chiudendo i ducali sulla difensiva. Lo stesso Cassano si sacrifica per cercare di chiudere gli spazi. I padroni di casa si affidano così alle azioni personali in contropiede ma manca un finalizzatore alla squadra di Donadoni.
Poi quello che succede al 58esimo è la metafora di una partita. Il Parma spreca, con Iacobucci che regala una palla nella terra di nessuno. Djordjevic è il più lesto ad avventarsi sulla sfera bruciando una lenta difesa ducale. Potrebbe tirare ma lascia a Felipe Anderson il compito di finalizzare il vantaggio celeste: piatto mancino che non lascia scampo a Iacobucci e primo goal in seria A per il centrocampista brasiliano. 1-2 e il Parma finisce nel girone infernale. Il resto è noia con un Parma incapace di mettere in piede una reazione degna di nota.
Gli uomini di Pioli hanno gioco facile nel contenere le rare sfuriate offensive di Cassano e compagni, giocando in contropiede con Klose e Lulic che trovano praterie sulla sinistra. E’ una corrida con Capitan Mauri per due volte grazia i ducali dal colpo del Ko. Finisce 2 a 1. Per il Parma sono i tristi titoli di coda dell’era Ghirardi e forse anche quelli della panchina Donadoni. Gli uomini di Pioli ritrovano i tre punti che lanciano la Lazio nella parte nobile della classifica. Il Napoli è a solo un punto, il terzo posto del Genoa a 3. Aspettando l’Atalanta sabato prossimo all’Olimpico.