E’ italiano, ma nato in Texas. Romano d’adozione, al quarto anno di vacanza negli States è rientrato a Roma per vendere le sue proprietà. Périma di lasciare Roma ha scritto una lettera al blog Romafaschifo, il punto d’incontro di chi della Capitale non ne può più. Ecco il testo che imbarazza i romani.
“Mi chiamo Filippo Olivieri, nato a Dallas, TX 46 anni fa. Quest’estate per il quarto anno consecutivo ho portato moglie e due figli (piccoli) negli USA, per trascorrere lì le ferie estive. La moglie ad un certo punto – colta da raptus – ha deciso che dovevamo vivere negli USA e così è stato. Dopo anni ed anni di vita a Roma, l’abbiamo (finalmente) lasciata.
Ti scrivo perché sono oggi tornato da solo per pochi giorni per metter in vendita casa e poche cose rimaste in Italia e questa sera – non riuscendo ad addormentarmi causa jet lag – ho digitato “Roma schifo”. Il motivo è che atterrato a Fiumicino oggi avevo visto scene da suk Arabo, con – letteralmente – cittadini d’ogni dove (inclusi italiani) allibiti per la mancanza di servizi, indicazioni etc. Gente che cambiava fila per controllo passaporti senza nemmeno chiedere il permesso a chi fosse davanti. Ripeto, scene a cui non ero mai stato abituato ma dopo qualche mese negli USA, mi colpiscono ancora di più.
Ho anche appena presa la patente americana (well, California’s State Driver’s License – noi stiamo a San Diego) e vorrei che tu potessi vedere come è il libretto da studiare e come sono fatti gli esami. Una meraviglia. Così come sono anche gran parte delle strade statunitensi. But I digress.
Il tuo è uno splendido lavoro. Godo leggendolo e sfogliandolo. In parte, perché posso finalmente sfogare il mio dolore nell’aver guardato (e forse solo io notato?) la città sfiorire. Non era forse mai stata un granché in efficienza, ma orribile come ora non l’avevo mai vista. Roma fa davvero schifo. Oggi rientrando a casa – ora in vendita – ho realizzato ancora di più.
Ti ringrazio per il lavoro che hai svolto e svolgerai. Ho poche speranze che qualcosa cambi – sai – perché vedo troppa, troppa gente che sembra vivere in un limbo per me misterioso. Sembrano non accorgersi in cosa sono precipitati”.
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LA LETTERA. Nasce negli States ma è romano. Dopo quattro anni di vacanze in America ha deciso di mollare la Città Eterna. E racconta il degrado che inizia all’aeroporto. “Non era forse mai stata un granché in efficienza, ma orribile come ora non l’avevo mai vista”
