“Tra fine giugno e metà luglio apriremo il tratto della metro C da Centocelle a Lodi”. Ad annunciarlo il presidente di Roma Metropolitane Paolo Omodeo Salè, a margine di un sopralluogo nelle nuove stazioni della metro C. “L’arrivo a Lodi dà un significato trasportistico completamente diverso visto che si trova a poche centinaia di metri dalla stazione San Giovanni e quindi dalla linea A”. Ma il sogno della società del Comune di Roma è quello di portare la nuova linea fino a Farnesina. “Abbiamo l’impegno connesso alla candidatura alle Olimpiadi di arrivare a Farnesina per il 2024, i tempi ci sono e se i soggetti finanziatori sono disposti a finanziare l’opera si va avanti”.
Peccato che in 7 anni siano stati consegnati soltanto 12 dei 25 chilometri previsti, e in gran parte fuori dalle gallerie. Quando restano da scavare i tratti più difficili, quelli che passano nel cuore archeologico della Capitale, il Consorzio che raggruppa le aziende costruttrici si trova sull’orlo, nuovamente, del tracollo finanziario. “Oltre ad aver avuto sempre finanziamenti spezzettati e in ritardo oggi siamo in una situazione finanziaria molto grave – ha dichiarato il presidente del consorzio Metro C, Franco Cristini – Metro C ha fatture emesse e non pagate per un importo molto rilevante di 132 milioni di euro, oltre a 57 milioni di mancata contrattualizzazione di lavori ordinati e già eseguiti. Ci stanno mettendo in una situazione di difficoltà finanziaria insostenibile che si riflette anche su tante grandi, piccole e medie imprese che lavorano con noi”.
I TEMPI. “Il contratto originario prevedeva la realizzazione della linea da Pantano a Clodio/Mazzini – riporta alla realtà il presidente del Consorzio – ma il tratto da piazza Venezia a Mazzini non è oggetto in questo momento di finanziamento. I lavori sono stati disposti solo fino ai Fori Imperiali, e l’amministrazione ci ha messo 4 anni a finanziare la parte da San Giovanni ai Fori”.
“Per quanto riguarda i tempi ci sono stati degli allungamenti dovuti essenzialmente al fatto che per quest’opera ci sono state delle varianti. Quarantacinque in totale e tutte ordinate dall’amministrazione e quindi per fatti indipendenti dalla volontà dei costruttori” – accusa Cristini – Il contraente generale ne ha subito le conseguenze sia sul piano numerico che economico. Queste varianti sono costate poco più di 300 milioni di euro con una significativa incidenza anche sui tempi di realizzazione”. Per Cristini “tra le varianti più significative quella che riguarda la stazione di San Giovanni dove nel progetto iniziale si doveva arrivare passando sopra la linea A. Ma visti i ritrovamenti archeologici e quanto stabilito dalla sovrintendenza si è cambiato il progetto. E ora la linea da Lodi a San Giovanni passa sotto la linea A”.
LE TALPE AI FORI IMPERIALI. “Le talpe tra dieci mesi inizieranno a scavare. Sono attesi dodici mesi di gallerie, quindi entro due anni le tbm potrebbero essere arrivate ai Fori Imperiali”. Così il presidente di Roma Metropolitane, Paolo Omodeo Salè che ha aggiunto di aver depositato a dicembre nei termini dello Sblocca Italia il progetto definitivo per il tratto da Fori Imperiali a piazza Venezia, mentre al ministero è stato depositato il progetto di massima che riguarda il tratto da Venezia a Ottaviano. Dopo Venezia le stazioni di San Pietro, che sarà realizzata tra via della Conciliazione e Castel Sant’Angelo, e poi Ottaviano.”Il costo complessivo di questa tratta si stima di massima sia di 1,3 miliardi di euro”.
