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Mezza città già a letto. Influenza, arriva il picco

La reazione isterica alla vicenda del vaccino Flaud e l’abbassamento delle temperature hanno facilitato la penetrazione del virus. L’allarme della Federazione medici di medicina generale: “Lo stop della campagna – spiega Bartoletti – è stato devastante con una contrazione dei vaccinati del 30 per cento”. In arrivo un’app per trovare gli studi medici aperti nei week end

di Claudio Roma

Nel Lazio è arrivata l’influenza. In forte aumento gli accessi agli studi dei medici di medicina generale che proprio nell’ultima settimana hanno registrato un forte incremento delle visite sia in studio che in domiciliare. Non siamo ancora al picco dell’epidemia ma il segnale è chiarissimo.
A facilitare la penetrazione del virus le condizioni atmosferiche, il repentino abbassamento delle temperature che  si è verificato in questi giorni e che aumenterà nei prossimi  e la vicenda del vaccino Fluad. L’allarme che si è registrato nei giorni scorsi in merito ad una presunta e poi esclusa tossicità del vaccino derivata da alcune morti sospette, ha creato una varco nel muro della vaccinazione antinfluenzale in particolar nelle categorie a rischio come anziani, bambini malati cronici pazienti con insufficienza respiratoria.  
“Lo stop della campagna vaccinale prodotto dal caso Fluad – dice Pierluigi Bartoletti vice segretario nazionale della Fimmg – è stato devastante. Nonostante i nostri appelli a proseguire la vaccinazione , nonostante quelli lanciati dalle autorità nazionale e nonostante le verifiche abbiano escluso la pericolosità del farmaco e la sua totale affidabilità, non c’è stato il recupero auspicato. Non esistono ancora dati precisi ma credo che la contrazione dei cittadini vaccinati sarà di almeno il 30% rispetto agli anni scorsi”.
Il ceppo dell’influenza stagionale probabilmente è A/H3,  lo stesso isolato a Torino nei giorni scorsi nei  laboratori di microbiologia e virologia dell’ospedale Amedeo di Savoia. I sintomi sono febbre alta, disturbi intestinali, cefalea, dolori muscolari diffusi, disturbi intestinali. Il periodo festivo per altro favorisce la circolazione del virus e rischia di aumentare in concomitanza con la riapertura delle scuole. Il messaggio dei medici di famiglia è molto chiaro: procedere alla vaccinazione nel caso non sia stato fatto ed evitare , se non per casi seri, il ricorso ai pronto soccorso perche questo amplifica la diffusione dell’influenza. Oggi in base all’accordo tra tutti i sindacati della medicina generale e la Regione c’è una rete alternativa ai pronto soccorso già a disposizione di tutti i cittadini in ogni municipio. Si tratta degli studi dei medici di aperti nei week end. Ne sono attivi 12 che in questi giorni hanno accolto decine di cittadini e presto , entro gennaio, diverranno 18.  Sono attivi dalle 10 alle 19 ed vi si possono rivolgere  tutti i pazienti a prescindere dalla Asl di appartenenza e medico. Indirizzi  e numeri telefonici si trovano sul sito regionale.
Per facilitare l’individuazione degli studi da parte degli assistiti e di tutti i cittadini la Fimmg regionale nei prossimi giorni metterà a disposizione una app specifica”.