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Migliaia di euro in manifesti ma non si candida: “I partiti hanno rotto…”

IL PERSONAGGIO. Chi è Sante Casini, l’uomo che ha tappezzato la città di manifesti inneggianti all’antipolitica e alle colpe dei sindaci passati e poi non si è presentato agli elettori. “Sono un imprenditore che dopo aver realizzato i suoi progetti finalmente può mettere il segno e dire la sua in faccia alla classe politica che ha devastato la Capitale dal Dopoguerra a oggi”. E sul Cinque Stelle: “I grillini sono fondamentalmente degli “onanisti e segaioli”, gli piace stare ore e ore davanti al computer, ma non è così che si fa la politica. Con il televoto”. Gli slogan: “Buttiamoli fuori”, Roma Capitale di tutti”, “il declino di Roma ha nomi e cognomi: Rutelli, Veltroni, Alemanno”. LA GALLERY

di Patrizio J. Macci

Ha impestato gli angoli della Capitale per mesi con un manifesto impossibile da non notare: uno sfondo azzurro con un salvagente e la scritta “Roma capitale di tutti”, e a rotazione una frase ispirata all’antipolitica. La più leggera recita: “Buttiamoli fuori”.
Si poteva ipotizzare una sorta di campagna elettorale virale in favore di un candidato da rivelare all’improvviso. L’artefice di questa operazione invece è un outsider. Si chiama Sante Casini. E’ un imprenditore romano, non è candidato alle elezioni comunali e non intende fondare l’ennesimo nuovo partito. Sessantatré anni ha la stazza fisica e una vaga somiglianza con Orson Welles. Professionalmente è impegnato nel recupero crediti stragiudiziale per conto di società di telefonia. Vive a Tivoli. Da qui ha deciso di muovere guerra alla casta della politica romana. Dopo diversi tentativi infruttuosi affaritaliani.it è riuscito a intercettarlo ai margini della metropoli, sotto le luci artificiali di un “paradiso delle slot machine” sulla Tiburtina, dove ha risposto alle  domande.
Tappezzare Roma con quei manifesti devono esserle costato uno sproposito. Quanto all’incirca?
“Macchè, neanche centomila euro. Tutto scritto e fatturato”.
Ma chi è lei? Mi scusi ma sembra l’ennesimo trombettiere dell’antipolitica, che mi dice in proposito?
“Sono un cittadino che letteralmente si è rotto il… le scatole della politica. Sono un imprenditore che dopo aver realizzato i suoi progetti finalmente può mettere il segno e dire la sua in faccia alla classe politica che ha devastato la Capitale dal dopoguerra a oggi”.

Si spieghi meglio: lei neanche vive a Roma. Posso chiederle per quale partito ha votato in passato?
“Veramente, sono decenni che non vado a votare. Lo scriva. Nel passato remoto però ho sempre votato a sinistra. Una volta ho aiutato Elio Lannutti che era candidato con Di Pietro ma non ce la fece in quella circostanza. Comunque non intendo candidarmi a nulla”.
Mi scusi, ma vedo che lei raccoglie firme per presentare delle liste?
“Sì, ma non è importante. Non so se ci riuscirò, se passerò le forche caudine della “politica politicante”, comunque appoggerò un candidato estraneo alle scelte di partito. Vede il motto affisso sui manifesti? “Nessun dorma”. Gli elettori devono presentarsi con le idee ben chiare alle elezioni del 26 e 27 maggio. Se il prossimo sindaco pensa di risolvere i problemi portandoli fuori, come con la mondezza si sbaglia. E di brutto”.
Quindi, in ultima analisi perché ha fatto tutto questo non si capisce. Guardi glielo dico schiettamente, lei sembra l’ennesimo “grillo parlante”. Che dice?
“I grillini sono fondamentalmente degli “onanisti e segaioli”, gli piace stare ore e ore davanti al computer, ma non è così che si fa la politica. Con il televoto, ma figuriamoci. Il prossimo sindaco di Roma deve immediatamente mettere sotto stretto controllo il bilancio. Assolutamente”.
Detto da lei suona un po’ strano, ha addirittura aperto un giornale on line che vorrebbe abbracciare tutto il litorale on line. Non le sembra un atteggiamento schizofrenico. Da una parte incoraggia il mondo del digitale, dall’altro lo stigmatizza?
“Quello è un progetto a lungo termine, voglio fare “citizen journalism”, far parlare i cittadini. Guardi io ce l’ho anche con i giornali che non danno le notizie ma si limitano a far strillare chi ha già visibilità. Il mio giornale si autofinanzierà con la pubblicità e basta. Lo sa che il mio giornale on line già sta facendo numeri da paura? Ha superato tutti i quotidiani di Ostia e dintorni”.