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Noi la spesa la facciamo insieme. Uniti contro la crisi, ecco i GAS

Riempire la dispensa senza svuotare i portafogli è possibile, e anche comodo. Si prenota una volta alla settimana, tramite una lista inviata dal produttore via internet e che i consumatori compilano. La consegna avviene in bottega, dove il consumatore può ritirare la merce e pagare direttamente al produttore. Quella che era iniziata come una semplice suddivisione delle spese è diventata una tendenza e ora si registra una vera e propria esplosione dei Gruppi di Acquisto Solidale

di Silvia Brigida

Famiglie, amici e colleghi o anche solo vicini di casa che decidono di unirsi in gruppo per fare la spesa: sono i GAS, i gruppi di acquisto solidale. In tempi di tagli sui consumi, sia nella grande che nella piccola distribuzione, i GAS rappresentano una alternativa sempre più praticata: coinvolgono infatti il 18,6% degli italiani, vale a dire quasi 7 milioni di persone, di cui circa 2,7 milioni in modo regolare, secondo l’analisi del Censis del 2012.

Una tendenza che avvicina il produttore al consumatore e che si sta diffondendo soprattutto nelle città. Ad oggi in Italia sono più di 900 i gruppi iscritti al registro della Rete nazionale di collegamento dei GAS, nel Lazio sono all’incirca 90 e di questi 70 solo a Roma ma, come precisa la stessa organizzazione, ci sono molti GAS che non sono registrati, per cui il numero potrebbe essere più alto. Già nel 2012, in un incontro  tra la Rete dei GAS di Roma e Lazio, il Consorzio Città dell’altra economia e il Coordinamento verso la Res Roma, erano usciti fuori un centinaio di gruppi d’acquisto non iscritti alla rete e che avevano fatto, così, salire a 160 la lista dei gruppi attivi nel Lazio che praticano consumi alimentari condivisi.
Tantissime, quindi, le iniziative che nascono spontaneamente nei palazzi, nei posti di lavoro o in altri luoghi d’incontro, sulla base di semplici accordi verbali. A volte ci si limita anche solo al cosiddetto “carpooling della spesa”, persone che di fronte al caro benzina si mettono in auto insieme per dividere i costi e andare a fare gli acquisti nei punti più convenienti, dalle aziende agricole ai mercati degli agricoltori.
Relazioni che nascono per esigenze di consumo, con l’obiettivo di trovare un migliore equilibrio tra qualità e prezzo in accordo con alcuni principi fondamentali, quali il rispetto dell’ambiente, del lavoro delle persone e della solidarietà, “è una questione di etica e di biodiversità” come ci tiene a sottolineare Gaia Guglielmo, 26 anni, e dal 2009 gestisce da volontaria la rete dei gruppi d’acquisto collettivo all’interno della Cooperativa sociale Pangea-NienteTroppo che opera a Roma, tra il centro e la zona nord, con ben sette Botteghe del Mondo, negozi specializzati in prodotti del commercio equo e solidale e della finanza etica. Gaia conferma che dal 2008, anno di apertura della prima bottega a via Cinigiano, nella zona di Prati Fiscali, è stato un crescendo di risposte positive da parte della gente, tanto che poi sono seguite le aperture delle altre sei botteghe. “Ci siamo allargati e ora solo la bottega di via Cinigiano conta un gruppo di 50 famiglie che dividono la spesa soprattutto per i generi alimentari, frutta e verdura. La prenotazione avviene solitamente una volta a settimana, tramite una lista inviata dal produttore via internet e che i consumatori compilano. La consegna avviene in bottega, dove il consumatore può ritirare la merce e pagare direttamente al produttore”.
Ogni GAS ha i propri criteri per selezionare i fornitori, individuare i modi di consegna, stabilire con il produttore un prezzo equo e scegliere cosa acquistare privilegiando la stagionalità, il biologico, il sostegno alle cooperative sociali, la riduzione degli imballaggi o la vicinanza territoriale con il produttore. Così, varia il numero dei partecipanti al gruppo e la scelta dei prodotti: ci sono GAS che si occupano esclusivamente di coltivare terreni e GAS che chiedono soprattutto cibo, dalla carne all’olio, ma anche pane, pasta e biscotti o persino alimenti privi di glutine per i celiaci, prodotti che non sempre si trovano e che soprattutto sono costosi. In alcuni GAS si possono contare anche più di cento persone e ad aderire ci sono un po’ tutti, dallo studente al pensionato. A prevalere, però, sono i nuclei familiari: genitori fra i 35 e i 50 anni, lavoratori, con poco tempo a disposizione e che per garantire la qualità del cibo ai propri figli si affidano ai GAS per avere prodotti sani a prezzi accessibili.

gas roma


Dati, questi, che emergono chiaramente dalla ricerca nel 2011 dell’Associazione “Alessandro Bartola. Studi e ricerche di economia e di politica agraria” sul consumo sostenibile nella visione dei Gruppi di Acquisto Solidale di Roma. Lo studio ha coinvolto 21 GAS romani e mette in evidenza il fatto che, a fronte di una relativa omogeneità socio-anagrafica, i gruppi si differenziano, però, tra loro per il contesto di origine: alcuni, infatti, si sono sviluppati partendo dalle attività e dalle iniziative promosse all’interno dei Centri sociali o nelle botteghe del commercio equo solidale; altri, invece, sono stati ispirati dalle iniziative contro il carovita, i GASP, o promossi dalle associazioni, come l’ ACLI, che mettono l’accento sui problemi delle famiglie.
Per tutti, però, l’obiettivo è comune: rendere possibile e ampliare l’accesso a cibo sano e fresco, prodotto nel rispetto dell’ambiente e delle altre persone.
Nazzario Rossi ha 49 anni, sposato con due figli è un tecnico informatico impiegato nella pubblica amministrazione e sono anni che compie acquisti solidali e consuma in maniera critica: “i soldi sono pochi e decido io a chi darli!” Da ex volontario nell’ambito del commercio equo solidale, Nazzario è stato tra i primi a far parte del GAS di via Cinigiano, “Se si riesce a ridurre consumi e sprechi e ottenere in cambio una qualità accettabile, perché non farlo? Anche a parità di costo con i mercati di produzione biologica nel quartiere di riferimento, nel mio caso devo dire che i prezzi sono allineati a quelli del mercato rionale di Val Melaina, facendo la spesa, però, con il GAS pago direttamente il produttore senza passare da un intermediario e allora, perché non valorizzare il lavoro di chi produce? Preferisco saltare un passaggio… poi, ordinare online e andare direttamente a ritirare in bottega è molto comodo”.  
Ma se per frutta e verdura non si può considerare il prezzo senza la qualità, lo stesso non può dirsi per altri mercati colpiti duramente dalla crisi, ecco allora che a Milano i gruppi d’acquisto sono serviti anche per comprare automobili, a prezzi inferiori di circa il 20% del listino ufficiale.
A Roma, invece, si parla di Eticar, l’assicurazione RC auto scontata e solidale: già da qualche mese, infatti, la Rete GAS Lazio sta promuovendo la sottoscrizione delle convenzioni tra i GAS e il CAES, il Consorzio Assicurativo Etico e Solidale per una polizza etica che garantisce uno sconto del 25% sull’rc auto, del 50% sulla copertura furto e incendio e del 15% su Kasko e infortuni.  Insomma, quando si dice che insieme si risparmia.