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Nudi per cercare lavoro. Film hard ultima speranza

Pioggia di curricula per un casting a luci rosse: età media 34 anni, uomini e donne alla prima esperienza, tanti in coppia. Motivazione: “Cerco lavoro”. Dietro la videocamera dodici donne a curare la regia di altrettanti cortometraggi vietati ai minori da girare tra Roma e Milano per farne poi un film da proiettare al cinema. Sono le “Ragazze del Porno”, a giugno il primo ciak a Roma con Valentina Nappi

Trecento candidature in tre giorni per il casting per un corto a luci rosse: uomini in primis, ma a togliersi la maschera dell’imbarazzo davanti alla camera quasi per la metà sono donne e anche tante coppie che si presentano insieme. Età media 34 anni e per la maggior parte alla prima esperienza. Motivazioni: “Cerco lavoro”.
Questa la fotografia fornita ad Affaritaliani da “Le Ragazze del Porno”, dodici donne che siedono dietro la videocamera, dodici donne a curare la regia di altrettanti cortometraggi vietati ai minori da girare tra Roma e Milano per farne poi un film da proiettare al cinema. L’idea, sullo spunto dei ‘Dirty diaries‘, diretti dalla svedese Mia Engberg, di portare una visione femminile sul tema tabù della pornografia. Un movimento di pensiero che è diventata una associazione: “Ci hanno nutrite del cliché culturale per cui le donne sessualmente attive e indipendenti sono o pazze o lesbiche e quindi pazze – scrivono nel loro Manifesto – Vogliamo vedere e fare film in cui Betty Blue, Ophelia e Thelma & Louise alla fine non devono morire”.

“La nostra vuole essere prima di tutto una iniziativa culturale – spiega la co-fondatrice, Monica Stambrini ad Affaritaliani – constatiamo che soprattutto tra i giovani il porno, è quasi diventato “pop” nel senso che non è più motivo di scandalo”.
Una società così soggetta ad una iperstimolazione soprattutto visiva, da cosa può essere ancora turbata?
“Di scandaloso è rimasto solo il messaggio, ad esempio L’ultimo tango a Parigi o Salò di Pasolini, riescono a far scandalo ancora a distanza di anni. Scandaloso è ancora pensare che un disabile voglia appagare il suo desiderio a pagamento. Questo è quello che ancora crea disagio”.
Ad ottobre avete organizzato le prime due giornate di “scouting” per trovare nuovi volti per i vostri cortometraggi, in quanti si sono presentati?
“In pochissimi giorni un diluvio di mail, abbiamo ricevuto più di 300 candidature in 3 giorni per roma e più di 200 candidature su Milano. Ma riceviamo una media di 4-5 richieste  al giorno, con candidature spontanee di aspiranti “provinanti”. Di questi passano alla “prova video” meno del 30%, una scrematura necessaria per trovare i profili più interessanti”.
Donne, uomini? Chi sono gli aspiranti pornattori?
“Trentenni, molti in cerca di un lavoro, la maggior parte senza esperienza e partecipano in funzione del progetto culturale che c’è dietro. Innegabile che ci siano molti, soprattutto uomini, esibizionisti, ma togliamo un clichè. Sono moltissime le ragazze che si presentano da sole o in coppia. E sono proprio le donne le più motivate quelle che hanno fatto più strada per venire ai provini. Non sono mancati ovviamente, e anche qui nelle clip si riconoscono facilmente, i volti più o meno noti del porno italiano”.
Tra questi Valentina Nappi, la pornodiva – filosofa più famosa del momento…
“Esatto, a giugno sarà lei la nostra protagonista di Queen Kong, il cortometraggio che girerò a Roma e – anticipa Monica Stambrini – sarà presentato ufficialmente in autunno insieme con il primo film, diretto da Lidia Ravviso e Slavina, e un terzo progetto in stop-motion di Regina Orioli. Nel film Valentina Nappi interpreta una donna-satiro fra l’umano e il bestiale, una femmina che non risponde ai canoni di bellezza, che non pensa a farsi guardare ma a prendere”.
Ma quanto costa e come finanziate il progetto?
“In scena ci saranno sia attori professionisti che non professionisti, mentre il budget varierà a seconda dei corti dai 5mila ai 10mila euro. Per contribuire al finanziamento del progetto, iniziato con la campagna di crowdfunding online, verranno messe in vendita una serie di opere donate da amici artisti e fotografi, grazie ad Art for Porn, la mostra ospitata il 27, 28 e 29 Marzo presso la galleria Le Dictateur in via Nino Bixio 47 a Milano”.
E i prodotti verranno pubblicati online?
“No, in Rete si troveranno solo estratti e trailer, puntiamo sopratutto a presentare i nostri cortometraggi durante i festival. La difficoltà di trovare produttori e distributori è evidente, ma se i singoli proprietari di sale cinematografiche vogliono fare proiezioni ad hoc per i cortometraggi sanno dove trovarci”.