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Nuove chiese in arrivo. Il Comune ci mette i soldi

Nuove chiese in arrivo. Il Comune ci mette i soldi
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EFFETTO FRANCESCO. Il Campidoglio costituisce un fondo, accantonando gli oneri secondari che i costruttori pagano per le edificazioni. L’8 per cento dei versamenti per asili, scuole e mercati sarà inserito in un apposito capitolo per l’edilizia religiosa. Si parla di diversi milioni di euro
Nuove chiese in arrivo. Il Comune ci mette i soldi

Effetto Francesco e sicuramente effetto Giubileo. Roma torna a costruire nuove chiese e lo fa con uno strumento urbanistico finanziario dimenticato dal 1990.
Così da oggi un fondo destinato alle opere per realizzare nuove chiese ed edifici religiosi sarà costituito dal Campidoglio accantonando parte delle entrate derivanti dal pagamento degli oneri di urbanizzazione secondaria. È quanto prevede una delibera approvata dalla giunta Marino lo scorso 16 marzo, che rende operativa nella Capitale la legge della Regione Lazio n.27 del 9 marzo del 1990 riguardante “Contributi sugli oneri di urbanizzazione a favore degli enti religiosi per gli edifici destinati al culto. Interventi regionali per il recupero degli edifici di culto aventi importanza storica, artistica od archeologica”. La norma regionale prevede al 1° comma dell’art. 7 che “in ciascun comune l’8 per cento delle somme riscosse per oneri di urbanizzazione secondaria… è accantonato in apposito fondo destinato alle opere per nuove chiese ed edifici religiosi nonché ad interventi di manutenzione e per ampliamento, ristrutturazione, restauro, dotazione di impianti di chiese esistenti”.
Una disposizione rimasta inapplicata a Roma per 25 anni, e che ora “prende vita” grazie alla linee guida approvate dalla giunta capitolina. In pratica, l’8% degli oneri concessori pagati dai costruttori per opere di urbanizzazione secondaria (asili nido; scuole materne; scuole dell’obbligo; mercati di quartiere; delegazioni comunali; chiese ed altri edifici religiosi; impianti sportivi di quartiere; centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie; aree verdi di quartiere) sarà accantonato in un apposito fondi per l’edilizia religiosa. Un tesoretto che verosimilmente ammonterà a qualche milione di euro, destinato in gran parte alla Chiesa Cattolica. La ripartizione dei fondi tra la Chiesa Cattolica e le altre confessioni, infatti, viene elaborata, si legge nella delibera, “tenendo conto del loro peso sociale nell’ambito del territorio cittadino, sulla base dei dati ufficiali comunicati dalla Direzione Centrale degli Affari dei Culti del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, relativi alla consistenza numerica dei fedeli”.
Con un apposito avviso pubblico l’Amministrazione Capitolina dovrà precisare tempi e modalità di presentazione delle domande di contributo. Le domande saranno poi trasmesse dal Gabinetto del sindaco al Dipartimento Attuazione Programmazione Urbanistica che dovrà rilasciare i pareri di regolarità e conformità della documentazione tecnica presentata alla normativa di settore e agli strumenti urbanistici generali vigenti. L’erogazione del contributo avverrà in seguito a una convenzione da stipularsi tra la confessione religiosa e Roma Capitale, e sarà autorizzata compatibilmente con la salvaguardia degli equilibri di Bilancio in attuazione delle regole del Patto di Stabilità. I contributi assegnati saranno poi erogati sulla base degli stati di avanzamento degli interventi effettivamente realizzati e delle spese sostenute ed accertate. L’entità del fondo da accantonare per ogni esercizio finanziario sarà determinata dal complesso delle effettive riscossioni degli oneri di urbanizzazione secondaria registrate nell’anno precedente.