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Pecoraro, altolà a Marino. “Le zone a luci rosse illegali”

Pecoraro, altolà a Marino. “Le zone a luci rosse illegali”
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“Servirebbe una modifica alla legge Merlin”. Taglia corto il prefetto di Roma che boccia il piano proposto nel IX municipio e avvallato dallo stesso sindaco Marino al fine di creare aree franche in cui la prostituzione in strada sia permessa e controllata. “Si configura il reato di favoreggiamento, cioè indurre a fare prostituzione in quelle zone – ribadisce il prefetto Pecoraro – No, non si possono fare”
Pecoraro, altolà a Marino. “Le zone a luci rosse illegali”
Pecoraro, altolà a Marino. “Le zone a luci rosse illegali”

Niente zone a luci rosse a Roma. La polemica sulla fattibilità di aree protette in cui permettere alle prostitute di ‘lavorare’ finisce qua. E’ il prefetto di Roma ha chiudere con una secca constatazione che una simile proposta è illegale e produrrebbe un’automatica denuncia. 
“Non si possono fare perchè significherebbe ammettere la prostituzione – ha spiegato il prefetto Giuseppe Pecoraro, a margine dell’Assemblea capitolina sul terrorismo – cioè dire che la prostituzione è lecita e quindi chi utilizza la donna per la prostituzione non sarebbe passibile di sanzione. Ma è cosi’ perche’ la legge Merlin è ancora in vigore quindi il cliente o lo sfruttatore sarebbe comunque punito e nel momento in cui indicano delle zone si configura il favoreggiamento, cioe’ indurre a fare prostituzione in quelle zone”.

“Per cambiare questa situazione servirebbe una legge diversa. E’ una materia molto delicata – ha aggiunto Pecoraro – per cui servirebbe sicuramente un dibattito in Parlamento e in Commissione parlamentare per arrivare a una normativa che modifichi la legge Merlin”.

La proposta nata in seno al IX municipio aveva suscitato un vero e proprio vespaio di polemiche. E’ lo steso minisindaco Andrea Santoro ha spiegare la vera natura del progetto e lo fa con un lungo post su Facebook: “Quello che tutti in queste ore chiamano ‘zoning’ è l’ultimo degli aspetti della nostra proposta. Il primo è che vogliamo rimettere le risorse per il progetto ‘Roxanne’, quello che era stato cancellato da Alemanno, per stroncare il racket. Sono quelle operatrici e operatori che parlano o ascoltano chi è vittima di tratta per offrirgli un’alternativa. Il secondo è aumentare e rendere più efficace la presenza delle forze dell’ordine e della Polizia Locale sul territorio: non solo multe ma un’attività che, insieme alle unità di strada, non consideri più prostitute, clienti o sfruttatori un fenomeno normale di questa società. Un fenomeno dove ci si gira dall’altra parte. Il terzo è l’educazione sentimentale nelle scuole, perché il corpo delle donne merita rispetto. Ma dobbiamo anche insegnarlo. E poi vogliamo far crescere i nostri bambini i n parchi e strade pulite. Senza che una madre debba mettere loro, ogni volta, le mani avanti gli occhi. Per un bambino il suo quartiere è tutto il suo mondo. E non possiamo permettere più a nessuno di poterlo sporcare così. E’ una proposta di destra? E’ una proposta di sinistra? Non lo so. Scegliete voi. Secondo me è una proposta per un quartiere o una città finalmente civile. Per questo chiedo a tutti i politici di fermarsi nel commentare senza conoscere. Siamo stati eletti per fare le cose, non per dirle. Perché il più grande regalo che possiamo fare al racket di ‘Mafia Capitale’ e che gestisce la prostituzione sul territorio è lasciare tutto così com’è”.