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Piazza Navona, via il suk. Il Comune batte Tredicine

LA GUERRA DELLA BEFANA. Il Tar dà ragione al Campidoglio che aveva ridotto le postazioni da 114 a 72. L’ira del leader degli ambulanti, Alfio Tredicine: “Siamo già al lavoro per presentare appello sulla sospensiva al Consiglio di Stato, siamo i primi a rispettare le regole”

Da 114 postazioni di caramelle, scolapasta, lime per le unghie e babbi natale post festa e ovviamente befane in gran spolvero, a 72. Il Tar del Lazio dà ragione al Comune di Roma che ha ridotto il numero degli ambulanti nel periodo delle feste nella celebre piazza Navona. Era, e rimane una tradizione romana, ma il tempo l’aveva trasformato una specie di supermarket dell’inutile. Giusto il tempo per il Comune di Roma di terminare l’editing della nota ufficiale che il leader del raggruppamenti di ambulanti di Apre Confesercenti, il mitico Alfio Tredicine ha preannunciato battaglia.
Scrive il Comune di Roma: “Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso degli operatori del mercato natalizio di Piazza Navona, dando ragione al Comune di Roma sul bando che ne riduce il numero”. E il sindaco Marino aggiunge:  “Avevamo ragione, l’intento di Roma Capitale è  sempre stato quello di dare alla città una piazza ben organizzata nel pieno rispetto del decoro di un luogo così straordinario”.
E subito Tredicine ha tuonato: “Siamo già al lavoro per presentare appello sulla sospensiva al Consiglio di Stato. Gli operatori continueranno a fare la loro battaglia sindacale, legale-amministrativa e anche giudiziaria – aggiunge Tredicine – qualora qualcuno abbia emesso atti illegali, come cancellare l’anzianità degli operatori. Questa non è una battaglia contro i mulini a vento ma per la difesa dei loro diritti. Gli operatori vogliono rispettare le regole, ma vogliono anche che vengano rispettati i loro diritti che sono scritti sulle leggi e sui regolamenti. Il sindaco Marino parla di decoro? Ma i primi a volerlo sono gli operatori”.