Rientro sulla terraferma rinviato e vacanza giocoforza prolungata. E’ successo a Ponza, dove già dal 15 agosto benzina e gasolio per le imbarcazioni hanno iniziato a scarseggiare. E domenica 18, giorno in cui molti di coloro che hanno scelto la vacanza breve sull’isola, volevano tornare sulla terraferma, sono rimasti bloccati.
La perla del Tirreno si è trasformata in una trappola dorata: niente carburante, niente rientro per almeno un centinaio di barche che sono state così costrette a rimanere in rada in attesa dei rifornimenti. Solo all’alba di lunedì, il benzinaio ufficiale del porto ha riaperto e così dopo due ore di coda davanti allo storico distributore della Esso, i primi natanti hanno ripreso la via della terraferma.
Le piccole imbarcazioni hanno tentato di risolvere il problema andando dall’altra perte dell’isola. A Le Forna, infatti, il benzinaio aveva scorte sufficienti ma poteva riempire solo taniche omologate. Il vecchio “tubo” che permetteva rifornimento in mare è stato dichiarato fuorilegge.
Sconcerto? Disperazione? A sentire i commenti di alcuni proprietari di barche, mai esperienza di prigionia fu più felice. Dopo aver risolto i problemi di famiglia e lavoro con una serie di telefonate per avvisare del “ritardo tecnico” i vacanzieri si sono presi la rivincita con un giorno in più. Poi tutti verso la terraferma visto che il meteo prevede nelle giornate di martedì e mercoledì un peggioramento.

