Sull’idea di creare una zona dedicata alle prostitute mancava solo lui: Antonio Razzi, senatore di Fi, segretario della Commissione Esteri e da sempre in prima linea per la riapertura delle “case chiuse”. Con un lungo intervento Razzi spiega al sindaco Ignazio Marino i tre errori nei quali sarebbe incappato nella scelta di “aprire” alla prostituzione. Ecco il suo intervento: E questo sarebbe un progressista? Poveri abitanti dell’EUR. Il sindaco Marino, ha dichiarato Razzi, è veramente un fuoriclasse nel suo genere. E’ riuscito a fare tre sciocchezze gravi tutte insieme con la disinvoltura di un minorenne scapestrato: 1) ha deciso di creare dei veri e propri ghetti in città dove sarà possibile praticare la prostituzione e dove nessuno andrà più ad abitare: 2) ha dimenticato che prima di questo passaggio avrebbe dovuto chiedere che il contratto sesso-denaro sia ammissibile per le leggi italiane; 3) invece che tassare gli introiti frutto del guadagno da parte delle peripatetiche si accolla un ulteriore costo di 5mila euro al mese, come dire cornuto e mazziato. La mia proposta di legge invece, non è stata neanche presa in considerazione dal momento che la presentavo io, ha continuato Razzi. Essa si articola in maniera tale non solo da assicurare l’incolumità delle lavoratrici, il controllo sanitario sulle condizioni di salute, ma di tassare quel lavoro come è giusto che sia dal momento che tutti quelli che lavorano devono pagare le tasse. Senza contare che, facendo dichiarazione dei redditi pagherebbero anche i contributi Inps potendo aspirare anche alla pensione. In più – ha concluso il segretario della Commissione Esteri del Senato – la riorganizzazione dell’apertura delle case chiuse, avrebbe offerto anche nuovi posti di lavoro dei quali c’è un grande bisogno: bar, ristoranti, imprese di pulizie e terziario connesso a queste attività ecc… Caro Sindaco Marino, quanto tempo hai impiegato per partorire questa schifezza?”.

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LA PROVOCAZIONE. Sul progetto di dedicare alcune zone del quartiere alla prostituzione “controllata” interviene il senatore Antonio Razzi e spiega ai romani perché invece di “tassare l’attività ci si accolla un costo”. E rilancia la proposta di “aprire le case chiuse”: “La riorganizzazione avrebbe garantito introiti all’Inps e offerto anche nuovi posti di lavoro con bar, ristoranti e imprese di pulizie”



