di Valentina Renzopaoli
Monnezzastory: l’ultimo episodio lo scorso 5 marzo, ovvero oltre un mese e mezzo fa. Dopo l’infinita pausa pre e post pasquale, riprende giovedì 23 aprile il processo sulla gestione dei rifiuti nel Lazio che vede imputati, insieme al patron di Malagrotta Manlio Cerroni, altre sei persone. E non sarà facile riprendere le fila di un discorso interrotto nel bel mezzo di una deposizione tecnica chiave, quella del dottor Luigi Boeri, esperto d’ambiente chiamato a testimoniare dal pm Alberto Galanti.
Così come affaritaliani.it aveva pronosticato, si è arrivati alla fine di aprile ed è ancora lontana la conclusione dell’esame dei testimoni citati dal pubblico ministero solamente per il primo dei cinque grandi filoni in cui si articola l’inchiesta, quello che riguarda l’imputazione di truffa e traffico dei rifiuti per il Cdr dell’impianto di Albano Laziale.
Anzi, si può dire di essere appena a metà: dopo aver sfilato il maresciallo dei Carabinieri del Nucleo Tutela Ambiente Massimo Lelli che ha condotto le indagini proprio su Albano Laziale, e il il maresciallo dei Carabinieri Catello Tarantino del Noe di Roma, giovedì si riprende con il contro esame da parte del collegio difensivo del consulente Boeri. Quindi all’appello mancano ancora l’altro esperto tecnico, il professor Stefano Vignone e poi, finalmente, i primi nomi noti. Il grande accusatore Fabio Altissimi, titolare della Rida Ambiente che gestisce l’impianto di Tmb di Aprilia e Riccardo Ascenzo, ex dirigente dell’Area Rifiuti della Regione Lazio.
Ed è su queste ultime due “entrate in scena” che si potrà misurare la determinazione e la combattività della strategia difensiva dello staff legale. In un momento in cui l’attenzione sembra essere un po’ calata su quello che doveva rappresentare il processo dell’anno e la fine di un’era. Oscurato da altre inchieste giudiziarie che hanno catturato gli occhi della stampa e pure dei magistrati.
A partire dalla prossima settimana, la maratona giudiziaria riprenderà a tappe forzate per tutti i mesi di maggio e giugno.
Intanto la “guerra” dell’ultraottantenne Manlio Cerroni si combatte anche su altri fronti. Per lunedì infatti si attende da parte del collegio di tre arbitri, presieduto da Guido Alpa, il lodo in cui si capirà se e in quale misura verrà accolto il ricorso contro l’Ama del Colari, il gruppo di Cerroni. Colari ha chiesto circa 900 milioni di risarcimento per il mancato utilizzo per dieci anni dei due impianti di tmb e del gassificatore di Malagrotta, e quindi della possibilità di ammortizzare l’investimento, per i quali l’Ama nel 2009 sottoscrisse un contratto.
